Doyen

Non è un periodo molto positivo per FIFA e Uefa, ovvero gli organi che regolano ed amministrano il calcio europeo e mondiale. La Uefa di Michel Platini infatti, è finita sotto accusa dopo la decisione di qualche settimana di ridurre le pene relative al Fair Play Finanziario, mentre la FIFA è finita al centro della cronaca sportiva, a causa dello scandalo sulla tangenti.

I guai per l’organo che fino a qualche tempo fa era coordinato da Joseph Blatter però, non sembrano essere finiti qui. La FIFA infatti, dopo aver criticato e dichiarato illegali le TPO, ossia quei fondi d’investimento che, come Doyen Sports detengono il cartellino di numerosi calciatori, adesso dovrà recarsi in tribunale. Si perché lo stesso fondo gestito da Nelio Lucas, ha deciso di passare alle via legali appellandosi ai tribunali europei. Secondo gli avvocati che difendono il fondo d’investimento, il divieto della FIFA entra in conflitto la legge varata dall’Unione Europea, che permette la libertà d’investimento e di circolazione dei capitali. Tra questi vi è l’avvocato Jean-Louis Dupont,che è specializzato in diritto sportivo ed ha lavorato con successo alla sentenza Bosman, quella che permette ai calciatori svincolati di accordarsi con un’altra società.

Nonostante le TPO siano state dichiarate illegali a partire da Maggio 2015, gli stessi fondi d’investimento sembra stiano continuando ad operare nel calcio europeo. Secondo gli organi d’informazione francesi e portoghesi infatti, la Doyen avrebbe finanziato il passaggio di Giannelli Imbula dall‘Olympique Marsiglia al Porto, versando nelle casse del club francese 20 milioni di euro. Questa pratica, se fosse confermata, non sarebbe assolutamente accettata dalla FIFA, secondo cui i Fondi d’Investimento, oltre a non essere trasparenti, in quanto non si è a conoscenza chi ne faccia parte, non fanno altro che lucrare sui calciatori, facendoli trasferire in club “amici”, in modo da ottenere cospicui ricavi e grandi plusvalenze.

Il responso del Tribunale di primo grado di Bruxelles è atteso il 24 luglio. Secondo l’avvocato di Doyen “ècompletamente sproporzionato e illegale proibire ai club di accedere a fonti di finanziamento per quella che alla fine è un’attività economica”. “Siamo molto fieri di quanto abbiamo raggiunto nel calcio finora – dichiara Nelio Lucas, Ceo di Doyen Sports in una nota affidata all’ANSA -. Il nostro supporto a numerosi club li ha aiutati a competere ai massimi livelli mondiali. Guardate al Siviglia, che ha appena vinto la sua seconda Europa League di fila. La decisione della Fifa potrebbe avere un tragico effetto su club e le competizioni europei. Temo che questa decisione significhi che non avere più l’Atletico Madrid che rompe il duopolio in Spagna, o il Porto che regolarmente arriva nelle ultime fasi della Champions League”.

Lucas ha sottolineato che “il modello delle Third Party Investment (leggera modifica della Ownership) assicura che i club siano interamente indipendenti e nelle decisioni sul trasferimento dei giocatori, e che i giocatori stessi abbiano l’ultima parola su dove vogliono giocare. Noi non abbiamo relazioni contrattuali con i calciatori, ci limitiamo a fornire prestiti, come fanno le banche, ai club. Per questo ci chiamiamo TPI e non TPO”, ossia Third Party Ownership.

1 COMMENTO

  1. Volevo chiedere conferme su quanto letto e su deduzioni. Ora le TPO sono illegali mentre le TPI non hanno subito indagini e penalizzazioni (credo!) ma il mio dubbio riguarda il futuro di quei calciatori totalmente o parzialmente di proprietà delle TPO. Dovranno essere pagati per intero dai club che li hanno acquistati o ritornano al club di precedente? Oppure gli scenari, come penso, saranno altri? Grazie per l’eventuale risposta. Antonio

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