Dallo scorso febbraio il nemico numero uno di Claudio Lotito si chiama Pino Iodice. L’amministratore delegato dell’Ischia è l’uomo che ha scoperchiato il vaso di Pandora, registrando la telefonata in cui il presidente della Lazio diceva quelle famose frasi su Carpi e Frosinone, oltre a vantarsi del suo ruolo di potere all’interno della Lega Calcio. Iodice rese pubblica quella telefonata, che diede poi l’avvio alle inchieste dell’Antitrust sugli accordi tra Sky, Mediaset e Infront sui diritti tv della Serie A. Ora Lotito è tornato sulle pagine della cronaca per un suo presunto coinvolgimento (che non ha trovato riscontro nelle indagini) nello scandalo Catania. Pulvirenti lo avrebbe chiamato, ma per altre questioni, si è difeso Lotito. Ma Iodice non scometterebbe che il braccio destro di Tavecchio sia coinvolto in qualche modo: “Lotito è il factotum del calcio nazionale – ha detto Iodice a margine di una presentazione a Firenze – quindi non escludo che possa essere coinvolto anche in questo marciume che sta emergendo dagli atti della Procura della Repubblica di Catania”.

“Lotito continua a dare a tutti dei visionari, continua a respingere le accuse, a dimenarsi dicendo che lui non c’entra niente con tutto questo schifo che sta emergendo ma – ha evidenziato ancora Iodice – il caso vuole che lui sia sempre al centro dell’attenzione”. “Con la diffusione delle intercettazioni e con certi tipi di denunce ho lanciato un sasso nello stagno”, ha aggiunto il dirigente dell’Ischia.

Nelle stesse ore, a Roma, il presidente della Figc Carlo Tavecchio, amico stretto di Lotito, s’incontrava con il procuratore federale per discutere dei possibili provvedimenti sul caso Catania. “La notizia è che oggi la procura di Catania – ha detto Stefano Palazzi in conferenza stampa – ci trasmetterà gli atti finora espletati, ad un punto molto avanzato. Oggi un nostro delegato acquisirà grazie alla disponibilità del procuratore Salvi e di Sorrentino con cui mi sono personalmente sentito”. L’inchiesta della giustizia sportiva relativa al caso del club siciliano sarà aperta al più presto.

L’operazione di pulizia del calcio italiano scomoda paragoni importanti. Tavecchio cita il Vangelo: “Noi abbiamo già iniziato, ma dobbiamo scacciare tutti i mercanti dal tempio. Questa è la cosa più importante che ha in mente la Figc”. Una delle priorità nell’inchiesta sportiva è fare presto: “Nel caso concreto il presidente federale si avvarrà di tutte le prerogative per attuare tutte quelle procedure di riduzione dei termini per favorire le procedure processuali nel rispetto del termini dei campionati”, ha assicurato Tavecchio.

“Al pm esprimo fiducia e solidarietà – ha aggiunto il presidente federale – perché ha davanti a un’altra estate tremenda. I nostro organi di giustizia sono organi che hanno lo stile del volontariato. Questa conferenza stampa rientra nel quadro di apertura del Palazzo, cosa che non è sempre stata fatta”.