Bilancio Torino 2014 – Il Torino Football Club ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2014 con un utile netto di 10,59 milioni di euro a fronte di ricavi che, al netto dell’attività di player trading, si sono attestati a 60,65 milioni, in crescita rispetto al 2013 grazie ai proventi derivanti dalla partecipazione all’Europa League (5,7 milioni).

Nello scorso esercizio i costi operativi hanno registrato un incremento a 52,49 milioni, principalmente a causa dell’aumento del costo del personale, passato dai 30,18 milioni del 2013 ai 37,05 milioni dello scorso esercizio.

Nonostante ciò il margine operativo lordo (EBITDA) al netto dell’attività di player trading è risultato positivo per 8,16 milioni, salendo a 40,06 milioni tenendo conto anche delle plusvalenze realizzate nella campagna trasferimenti della scorsa estate. Le cessioni di Ciro Immobile al Borussia Dortmund e Alessio Cerci all’Atletico Madrid hanno fruttato alle casse del Torino plusvalenze nette rispettivamente pari a 13,83 milioni e 11,6 milioni, cui si aggiunge quella da 2,7 milioni realizzata con la cessione all’Inter di Danilo D’Ambrosio.

Bilancio Torino 2014
Bilancio Torino 2014

Ma il dato che più interessa al presidente Urbano Cairo è quello della posizione finanziaria netta: lievitata da 1 a 11,22 milioni. A fronte di un patrimonio di 12,4 milioni. «La posizione finanziaria netta», ha spiegato Cairo al quotiano MF, «è quell’indice che ti dice se un’azienda è sana, sta andando bene o no». «Le società con debiti sono problematiche, soprattutto nel mondo del calcio». In definitiva, per il presidente del Torino, azionista al 4,62% di Rcs Mediagroup, quello che comanda nella gestione societaria è la cassa. E ora pure il sodalizio granata può stare tranquillo.

Certo che per l’esercizio in corso il Torino dovrà mettere in conto un calo sensibile del giro d’affari: mancheranno i 5,7 milioni di proventi arrivati nel 2014 dalla partecipazione all’Europa League e pure i diritti tv che le pay tv Sky e Mediaset Premium riconosceranno al club granata saranno inferiori ai 38,34 milioni garantiti lo scorso esercizio. Il motivo è il peggior posizionamento in classifica (dal settimo al nono posto) con la conseguente mancata qualfiicazione alla competizione continentale.

Questi ricavi potrebbero quindi attestarsi sui 33-34 milioni come nel 2013. Ma per Cairo non è un problema. «La società sportiva ha cassa, buoni giocatori in rosa, costi sotto controllo e anche se ci saranno meno introiti sarà un’annata gestibile». E fermo restando che anche il Torino come gli altri asset in portafoglio deve essere gestito come una normale azienda il club potrà provare a fare cassa cedendo uno o due giocatori tra Darmian, valutato tra 15 e 20 milioni, Glik che non se ne andrà da Torino per non meno di 10-12 milioni, Bruno Peres (10-15 milioni) e Maksimovic (7-8 milioni).