A furia di gridare “al lupo! al lupo!” c’è il rischio che nessuno gli creda più. Maurizio Zamparini ha annunciato che avrebbe lasciato la presidenza del Palermo calcio almeno tre volte negli ultimi anni. Nel 2011 disse che Palermo non lo meritava, quest’anno ha ribadito che era “stufo della solita Italietta”, ora si dà un termine: un anno. Poi sarà addio. Zamparini lascia davvero. Forse.

“Quella che sta per iniziare sarà l’ultima stagione alla guida della società. La mia intenzione – ha detto il presidente rosanero – è quella di andare via tra un anno esatto, cercando nel frattempo degli investitori, a cominciare dalla Sicilia pur guardando anche altrove”. Già altre volte aveva invocato l’intervento di potenziali soci, “gli sceicchi”, per ora mai venuti allo scoperto. “Sino all’ultimo momento proverò a fare il bene del club, proprio per questo mi auguro di affidarlo a gente responsabile. Di sicuro non lo consegnerei mai nelle mani del sindaco: le istituzioni non riescono a combinare nulla di buono, solo danni. Un’altra ipotesi sarebbe quella dell’azionariato popolare, ma qui in Italia è difficile seguire il modello utilizzato, per esempio, dal Barcellona”.

Nell’intervista rilasciata a LiveSiciliaSport.it, il patron rosanero si dice pessimista anche per la vicenda relativa alla costruzione del nuovo stadio: “Da parte mia l’intenzione di procedere verso la costruzione del nuovo stadio c’è, ma è necessario che il Comune mostri buona volontà. Si stanno apportando le modifiche richieste al progetto, dopodiché bisognerà superare lo scoglio burocratico. Ma credo molto poco, se non addirittura nulla, nella possibilità di arrivare a una soluzione positiva della vicenda. Se con l’amministrazione non ci si riesce a venire incontro, mi limiterò a prenderne atto. Evidentemente sfumerà la possibilità di produrre strutture e di creare posti di lavoro”.

Il pessimismo di Zamparini prosegue nel discorso sul centro sportivo che doveva sorgere a Carini: “Quanto bisognava fare per mettere in piedi il centro sportivo è stato fatto. La burocrazia per l’ennesima volta si è messa di traverso e il progetto è sfumato. Il Palermo ha fatto di tutto ma non è bastato. Non c’è alcun ripensamento, la struttura non rientra più nei piani societari”. Piani che contemplano grandi cessioni, a partire da Dybala – andato alla Juve per 32 milioni più bonus – e che potrebbero proseguire con Vazquez e Belotti. Su quest’ultimo Zamparini ha detto: “Affinché vada via occorre che arrivi qualche richiesta, possibilmente al più presto. Questo ci permetterebbe di valutarla ed eventualmente di andare sul mercato per trovare un sostituto. Se non dovessero arrivare richieste nelle prossime settimane, il calciatore resterà a Palermo“. Il presidente, si vedrà.