Napoli, ecco il trust ideato dai tifosi per sostenere il club

Napoli, tutti insieme appassionatamente per sostenere la crescita del club partenopeo. E’ questo l’obiettivo del Napoli Supporter’s Trust che passa da progetto alla sua fase esecutiva. Infatti, da oggi sul…

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Napoli, tutti insieme appassionatamente per sostenere la crescita del club partenopeo. E’ questo l’obiettivo del Napoli Supporter’s Trust che passa da progetto alla sua fase esecutiva. Infatti, da oggi sul sito napolisupporterstrust.it sono aperte le sottoscrizioni per chi vuole aderire al progetto, versando una quota minima di cento euro annui: “La quota – spiega Simone Forte, presidente del comitato direttivo – serve a poter esprimere la propria opinione e influire sulle scelte societarie in campi ben definiti che verranno decisi dall’assemblea“.

Insomma, l’idea e’ quella della democrazia dal basso applicata al calcio, un modello che, spiega Carmine Carlo, presidente della Mpo Trustees Spa, “si usa in grandi cub come Real Madrid, Bayern Monaco, Atletico Madrid, Barcellona. I catalani, ad esempio, hanno duecentomila soci e il club ogni anno parte quindi da una base di venti-trenta milioni di euro per programmare la stagione successiva“.

Una iniziativa interessante, seppur non semplice da attuare in Italia ma nonostante le difficoltà, al Napoli Supporter’s Trust pensano che bisogna pur cominciare “e questo e’ il momento giusto – continua Carlo – perché anche in Italia e’ finita l’era dei presidenti che da soli sostenevano le squadre“. L’obiettivo nella prima fase e’ di raggiungere diecimila sottoscrittori, che porterebbero un milione di euro con cui presentarsi dal presidente De Laurentiis chiedendo di contribuire ed entrando nel cda “con una quota che puo’ essere dell 0.5-1%“.

Ma oltre alle contribuzioni minime, i promotori del Trust hanno già avuto contatti con diversi imprenditori che potrebbero contribuire in maniera maggiore. “Abbiamo avuto contatti con Maurizio Marinella – conferma Forte – con il gruppo dei Fratelli La Bufala ma anche con tanti italiani che hanno fatto fortuna all’estero e che sentono il legame con il Napoli in maniera fortissima. Un contatto lo abbiamo avuto anche con il sindaco di New York, Bill De Blasio che si e’ detto interessato al progetto“.

Ma la democrazia “dal basso” resta un punto fermo, per questo Forte ricorda che nei trust: “Una testa vale un voto indipendentemente dall’entità del contributo. Chi mette cento euro vota come chi ne mette di piu’, questo per evitare che si possano tentare scalate alla società“. I promotori dell’iniziativa promettono rendiconti periodici su come sono stati spesi i soldi: “Poi ci saranno le assemblee in cui si voterà l’orientamento che si vuole dare al denaro, se usarlo per la campagna acquisti, per lo stadio o per il settore giovanile, ad esempio“, precisa Forte.

Il trust ha gia’ stabilito un contatto con il Napoli: “Il capo delle operazioni Formisano – dice Forte – ci ha ascoltato con interesse e infatti dopo la supercoppa di Doha, lo stesso De Laurentiis menzionò l’apertura all’azionariato popolare“. Un pezzetto di Napoli di tutti, insomma, tranne che per coloro colpiti da daspo, precisano i promotori che non nascondono l’entusiasmo: “Sara’ un percorso lungo – dice il presidente – ma pensiamo di poter contribuire tutti insieme gia’ alla prossima campagna acquisti”, per sognare un nuovo fuoriclasse.