Bilancio Roma – Sarà di natura “totalmente dirigenziale” il vertice di fine anno in cui la dirigenza della Roma tirerà le somme di fine stagione e pianificherà il futuro. L’iniziativa era stata anticipata da Rudi Garcia in conferenza stampa, ma il tecnico – che inizialmente sembrava essere a pieno titolo al tavolo dei partecipanti – a Londra non ci sarà.

Da Trigoria, naturalmente, si spiega che la situazione non equivale a una messa in discussione dell’allenatore. Insomma, nessuna rottura, per il momento.

Ci saranno invece l’amministratore delegato Zanzi, il dg Baldissoni e il  ds Sabatini. Il nome di Rudi Garcia è invece scomparso proprio  alla vigilia della riunione indetta dal patron statunitense per tracciare le linee guida aziendali (e finanziarie) con cui affrontare la prossima stagione.

Dal budget economico alle scelte di mercato, passando per l’organizzazione della tournee estiva e alcuni cambiamenti nello staff tecnico. I temi all’ordine del giorno, per Pallotta, non richiedevano la partecipazione di Garcia, che dopo il pranzo di lavoro avuto ieri a Roma con la dirigenza, è volato in Francia.

E proprio la vicinanza tra Parigi e Londra, spiega la società giallorossa, lasciava aperta la porta a un possibile incontro tra le parti. Possibilità che però col passare delle ore è venuta meno, e che potrebbe tornare d’attualità tra qualche settimana nella Capitale (quando Pallotta sbarcherà per la consegna in Comune del dossier sullo stadio di Tor di Valle).

La variazione di programma, con Londra diventata off-limits, sommata alle novità previste per il prossimo anno a Trigoria – dalla sostituzione del preparatore atletico (via Rongoni, uomo di Garcia, per fare spazio al canadese Norman, cui la proprietà ha dato totale carta bianca creare una solida struttura in grado di perdurare nonostante di gestione tecnica) al cambio dello staff medico, passando per un nuovo team manager (sarà l’americano Zubiria), fino alla messa in vendita del pupillo Gervinho (nel mirino dell’Al Jazira) – sembrano però ridimensionare il ruolo di Garcia, presentato da Pallotta come ‘il Ferguson della Roma’ e diventato col tempo più semplice dipendente che manager di potere.

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