Infront non ci sta e passa al contrattacco. Marco Bogarelli, presidente dell’advisor per i diritti tv chiacchierato nelle ultime settimane per un presunto ruolo di “padrone del calcio”, chiama l’Ansa e racconta la sua versione. Smentendo ancora una volta di avere in mano tutto il potere che gli è attribuito da diverse parti. “L’altro giorno all’Università un compagno di corso ha chiesto a mia figlia, “ma tu sei parente del Bogarelli dello scandalo?”. Quando l’ho saputo ho deciso che non si poteva andare avanti così”. E così ha deciso di muoversi “contro l’assedio, non delle Procure ma mediatico: noi non siamo coinvolti in nessuna storia di tipo giudiziario”.

Il nome di Infront è tornato al centro dell’attenzione mediatica dopo un’intercettazione tra un dirigente e un commentatore di Lega Pro, nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Dicevano che in realtà “Lotito è il padrone del Bari e del Brescia” grazie ai soldi di Infront. Nella sede dell’advisor lo stesso giorno si sono presentati gli uomini della Guardia di Finanza, che indagano su un possibile accordo anti-concorrenza tra Sky e Mediaset (con la regia di Infront) sui diritti tv della Serie A 2015-2018. L’azienda di Bogarelli avrebbe costituito un asse con Lotito e Galliani per controllare i voti della Lega Serie A. Questioni politiche. Anche grazie al rapporto che Bogarelli – che ha un passato nel Cda di Milan Channel – avrebbe coi vertici del Milan.

Berlusconi? Non sono una sua emanazione – assicura il presidente di Infront – e non lo sono mai stato. Anzi non ho mai lavorato neppure un minuto per lui. Che poi talvolta gli interessi della Lega calcio e di Infront abbiano coinciso con quelli di Mediaset è un altro discorso. E non sono neanche il padrone del calcio italiano. Al contrario, io ho venti padroni, i presidenti di serie A. E ci tengo a dire che loro sono compatti, non esiste spaccatura in Lega sui diritti tv: tutte le delibere sono state prese all’unanimità, tranne una in cui c’è stato un astenuto”. Al ruolo di Infront si oppone chiaramente Andrea Agnelli, e con lui la Roma: “Normale dialettica la sua, l’altro giorno ha fatto delle osservazioni ed ha ottenuto risposte che lo hanno soddisfatto, tanto è vero che ha votato a favore. Ed ha chiesto, come gruppo e non come Juventus, se si può investire su Lega calcio tv”.

Bogarelli respinge con forza le insinuazioni di voler creare un monopolio. “Abbiamo un interesse chiaro al contrario del monopolio. Noi ci affianchiamo alla Lega, stimoliamo il mercato, miglioriamo il prodotto ed evitiamo di avere da parte degli operatori un abuso di posizione dominante. Sky dal marzo 2013 sta cercando di comprare Mediaset Premium: è evidente che noi vigiliamo perché non accada. Se Berlusconi cercasse di comprare Sky faremmo lo stesso. È banale dirlo, ma è meglio avere due clienti che uno solo”.

E annuncia che dalla prossima stagione la concorrenza per Mediaset e Sky si farà più serrata, con l’ingresso di un altro pretendente: “Vedrà che il prossimo anno ci sarà un terzo operatore, in tutti i Paesi evoluti le telefoniche avendo la piattaforma di distribuzione normalmente più importante hanno deciso di intraprendere, dopo voce e dati, la strada dei contenuti, e questi premiano”.

Infine Bogarelli commenta la centralizzazione della regia delle partite nelle mani della Lega, e quindi indirettamente di Infront: “Le regie saranno di professionisti impiegati dalla Lega, non da noi. Questo è chiaro nel nostro documento. La Lega – sottolinea il presidente della società di marketing – approccerà il mercato, che per i registi è per definizione ormai di free lance. Siccome il mercato è vastissimo, una volta avevi magari 20 o 30 registi, oggi i registi sono moltissimi e giovani. Li contrattualizza la Lega, noi continueremo a fare il nostro lavoro di advisor”.

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