“Il Fair Play Finanziario? Su di noi non avrà nessun effetto perché spendiamo sempre e solo i soldi che abbiamo in cassa; ci sono però diversi club che non lo rispettano e sembra che la Uefa alla fine stia cedendo alle loro pressioni per rendere il sistema molto più flessibile. Penso che ciò sia in parte dovuto all’ultimo contratto sui diritti televisivi stipulato in Premier League, che ha spinto diverse società estere a chiedere dei cambiamenti per stimolare il più possibile gli investimenti e riuscire così a competere alla pari”. Così la pensa il tecnico dell’Arsenal, Arsene Wenger, sulle aperture arrivate da parte del presidente della Uefa, Michel Platini, ad un possibile alleggerimento dei vincoli del Fair Play Finanziario. Un’apertura che, a detta dello stesso Platini, non equivale a stravolgere la filosofia alla base del regolamento (i club non possono spendere più di quanto incassano) ma che si sta rendendo necessaria alla luce del differente contesto dell’economia Europea rispetto al momento in cui il Fair Play Finanziario era stato pensato.

Tuttavia, un cambiamento in corsa delle regole per Wenger non sarebbe corretto, specie nei confronti di quei club, tra cui l’Arsenal, che da anni ormai hanno intrapreso un cammino virtuoso sotto il profilo della sostenibilità finanziaria. Il tecnico francese, che nei suoi 19 anni alla guida dei Gunners anche come manager oltreché come allenatore, ha sempre privilegiato il fatto di avere un modello economico sano e duraturo, sacrificando spesso la competitiva sportiva della squadra anche attraverso le cessioni dei giocatori migliori.

L’Arsenal, nelle ultime cinque stagioni è riuscita ad ottenere profitti per 116 milioni di sterline, riuscendo a ridurre il debito contratto per la costruzione dell’Emirates Stadium, che è sceso da 135 milioni a poco più di 32 milioni. Grazie a questa azione di risanamento dei conti, il club contava ora di aumentare la propria competitività anche in campo europeo acquistando nuovi giocatori nelle prossime finestre di mercato. In questo senso le stringenti regole del Fair Play Finanziario, limitando il potere d’acquisto delle altre superpotenze calcistiche europee, avrebbero consentito all’Arsenal di muoversi sul mercato con maggiore facilità. Se invece l’alleggerimento delle regole suggerito da alcuni club (si vedano le anticipazioni esclusive di C&F dello scorso gennaio) dovesse passare, il club londinese, per competere ad alti livelli, dovrà prendersi notevoli rischi finanziari, e questo stona con la strategia attuata da Wenger fino a questo momento.

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