Colpo di scena al Newcastle United: a poche ore dalla partita contro il West Ham che sancirà la salvezza o la retrocessione del club in Championship (l’altra traballante è l’Hull che ospita il Manchester United ed ha due punti in meno dei bianconeri) si è dimesso il direttore finanziario John Irwing.

Ufficialmente Irwing lascia per un nuovo posto all’aeroporto di Newcastle. Di fatto la notizia conferma le acque non proprio tranquille in cui naviga il club che a fine stagione potrebbe essere messo in vendita.

Stagione davvero da dimenticare, anche in seguito ai soli 7 punti raccolti dalla squadra dall’inizio del 2015 quando il manager Alan Pardew (a lungo contestato dalla piazza ad inizio anno) si era accordato con il Crystal Palace con il benestare del club.

Se è praticamente certo che il Newcastle verrà messo in vendita in caso di retrocessionecome scritto ieri da C&F – visto che una seconda caduta in 6 anni sarebbe insostenibile per l’attuale azionista di riferimento, Mike Ashley (nella foto), tutto pare in gioco anche in caso di salvezza sul campo.

Irving era stato nominato dal consiglio direttivo del club dopo che l’ex Amministratore Delegato, Derek Llambias aveva dato le dimissioni nell’estate del 2013. Ha lavorato al club per sette anni.

Il Newcastle potrebbe trovarsi presto a dover fronteggiare la prospettiva di perdere il ricco contratto sui diritti TV che entrerà in gioco a partire dal 2016, con un minimo garantito di 100 milioni.

Si tratterebbe del 10% in più di quanto risulta nell’ultimo bilancio della società. Al momento il fatturato del Newcastle – come quello di moltissimi club di Premier – dipende al 60% dal broadcasting: se da una parte questo fa della Premier league il campionato più ricco al mondo, dall’altra sta creando una fragilità congenita dei club di mediobassa classifica, costretti a ragionare nel lungo periodo tenendo conto del rischio retrocessione che – a fronte di un paracadute finanziario insufficiente – significa altissimo rischio default.

Vi è poi un retroscena – rivelato dalla lettura dei conti offerta da Deloitte -: il Newcastle non avrebbe alcuna clausola di retrocessione nei contratti dei giocatori, cosa che invece sarebbe stata prevista dall’Hull City.