La holding Exor, che controlla il 63,8% della Juventus, ha venduto Cushman & Wakefield, una enorme società di servizi immobiliari, a Dtz, un altro gigante americano del real estate. Grazie a questa operazione la holding della famiglia Agnelli presieduta da John Elkann, che deteneva il 75% di C&W dal 2007, immetterà nelle sue casse una cifra pari a 1,27 miliardi di dollari, dal momento che la società ha un enterprise value di poco più di 2 miliardi. E la famiglia Agnelli farà così registrare una plusvalenza notevole: 722 milioni.

Martedì si riunisce a Torino il board della finanziaria del gruppo Agnelli, che delibererà sui conti del primo trimestre del 2015 e approverà l’operazione, che sarà conclusa entro l’ultimo trimestre del 2015. Il consiglio potrebbe decidere anche nuovi step sull’affare PartnerRe, la società di riassicurazione su cui Exor ha lanciato un’offerta da 6,4 miliardi di dollari nei giorni scorsi, vedendosi però chiudere la porta in faccia. John Elkann ha detto che la partita per acquisire l’azienda, che invece sta seguendo un percorso che la porterebbe a fondersi con Axis Capital Holdings, non è ancora chiusa: Exor proseguirà perché ritiene la sua offerta “finanziariamente superiore” e vorrebbe investire lì i proventi della cessione di C&W. PartnerRe invece pende per il progetto con Axis perché attraverso questa unione sarebbe possibile distribuire un dividendo speciale da 11,5  dollari per ogni azione. Exor però ritiene che “l’operazione è il risultato di un processo difettoso e il dividendo proposto da PartnerRe con Axis è fuorviante”. Molto si deciderà nella prossima assemblea di PartnerRe, da fissare prima dell’estate.

La famiglia Agnelli, attraverso tutte le sue attività, avrebbe una fortuna stimata intorno ai 12 miliardi di dollari, che ora i tifosi della Juventus – pur restando nei parametri del Fair Play Finanziario – sperano di vedere investiti in parte anche nel club. In realtà così non sarà, visto che Exor ha aperto una linea di credito di massimo 50 milioni di euro con la società bianconera per il 2015, che probabilmente saranno spesi sul mercato e sul monte ingaggi, destinato a crescere ancora. Ma non si andrà oltre quella cifra almeno per quest’anno.

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