Alla fine la multa è arrivata. L’Inter dovrà pagare 20 milioni di euro (6 subito, 14 con la condizionale, che quindi potrebbero essere ridotti o eliminati se il club rispetterà i parametri fissati dalla Uefa) per non aver rispettato il Fair Play Finanziario. E inoltre subirà una limitazione della rosa negli anni a venire per le coppe europee (a 21 giocatori nel 2015, a 22 nel 2016) e dovrà fare un mercato sempre in pareggio. Con l’obbligo – difficilissimo da centrare – di rientrare del deficit (103 milioni di euro) entro il 2013, portandolo a -30 milioni già nel 2016. Nonostante questo, i vertici nerazzurri hanno commentato con una certa serenità le sanzioni della Uefa, che – va ricordato – sono un “agreement”, una sorta di patteggiamento con il club. Che quindi non può essere sorpreso dalla durezza delle sanzioni.

“Negli ultimi mesi l’Inter ha lavorato a stretto e proficuo contatto con l’Organo di Controllo Finanziario dei Club della Uefa per raggiungere questo accordo”, ha spiegato l’amministratore delegato nerazzurro Michael Bolingbroke sul sito dell’Inter. “Crediamo nei principi che stanno alla base del Financial Fair Play e siamo sicuri che il nostro business plan porterà il club ad essere sempre più competitivo, sul campo e fuori dal campo, ovviamente nel rispetto delle condizioni fissate nell’accordo che abbiamo trovato”.

“Il presidente Erick Thohir e tutti noi in Società vogliamo rivedere l’Inter trionfare al più presto. Vi posso garantire che faremo tutto il possibile per far sì che questo accada. L’Inter merita il meglio e noi continueremo a lavorare per assicurare a Roberto Mancini una squadra dall’alto tasso tecnico e dalla comprovata competitività”, ha concluso il Chief Executive Officer del club.

Resta da capire come farà il club a rientrare nei parametri entro i tempi stabiliti dalla Uefa. Quel che è certo è che la prima multa – 6 milioni di euro, come anticipato mesi fa da Calcio&Finanza – è tre volte superiore a quella della Roma, che dovrà sborsare 2 milioni subito, e altri 4 con la condizionale.