periscope calcio

Anche l’ultima barriera che proteggeva il diritto d’autore potrebbe essere caduta. Colpa di Periscope, l’ultima applicazione firmata da Twitter, che trasforma qualsiasi smartphone in una telecamera in grado di produrre contenuti in live streaming. Ogni telefonino diventa così un broadcaster, che può mandare in onda anche per ore (basta che abbia una connessione solida e una batteria carica) qualsiasi cosa si riprenda. Compresa una partita di calcio, trasmessa in televisione e ritrasmessa (abusivamente) sul “periscopio”.

Il problema è emerso chiaramente e per la prima volta pochi giorni fa, quando l’incontro di boxe più importante degli ultimi anni – quello tra i pesi welter Floyd Mayweather e Manny Pacquiao – è stato trasmesso da diversi utenti su Periscope. Su quelle stesse immagini le reti televisive stavano generando un business da 270 milioni di dollari. Un business che presto potrebbe finire, visto che l’app di Twitter potrebbe spazzare via il diritto d’autore così, rendendo ogni possessore di uno smartphone un possibile broadcaster di contenuti che sono a tutti gli effetti “pirata”.

Ovviamente la qualità della trasmissione è ancora ben lontana dall’essere paragonabile a quella televisiva; per questo motivo le tv, almeno per ora, dormono sonni tranquilli. E sono consapevoli che senza le immagini televisive, lo stesso meccanismo di “pirateria in live streaming” inventato dagli utenti di Periscope non funzionerebbe allo stesso modo (anche se è ipotizzabile che qualcuno trasmetta una partita dallo stadio col proprio smartphone). Ma ci sarà sempre chi comprerà i diritti tv, e qualcun altro che li trasmetterà illegalmente. I broadcaster devono trovare un modo per non far perdere valore ad un prodotto che strapagano e che altri possono offrire gratis, sulle loro spalle. E ora dovranno fare i conti anche con questa nuova realtà di internet, che ha violato il tabù dei diritti tv sportivi (anche se il fenomeno dello streaming illegale esiste da anni) e potrebbe davvero prendere piede.