Carpi promosso Serie A – Con lo 0-0 contro il Bari, è arrivata la certezza: il prossimo anno, il Carpi giocherà in Serie A. Un doppio record: per i biancorossi sarà la prima volta nella massima serie, ma avrà anche la prima volta che la provincia di Modena avrà avuto 3 squadre nel campionato dei grandi, dopo il capoluogo e Sassuolo. E proprio Modena scatena l’orgoglio dei carpigiani, che divisi dai canarini da un’accesa rivalità ora non vogliono giocare al Braglia la prossima stagione.

La questione stadio sarà al centro delle prossime settimane, a Carpi. Come aveva spiegato il sindaco di Carpi a Calcio&Finanza qualche settimana fa, “Sarà difficile giocare a Carpi, ma ci proveremo”. In attesa di sciogliere questo nodo, il paese fa festa.

Carpi, un trionfo economico

In piazza dei Martiri, pieno centro di Carpi, si festeggia e si esulta “alla faccia di Lotito”, per le ormai note frasi del presidente della Lazio registrare in una conversazione con il direttore generale dell’Ischia, Pino Iodice. A proposito: in corsa c’è anche il Frosinone, altra squadra tirata in ballo da Lotito. Certo, i numeri non sono quelli della Premier, dove piccole squadre come Watford e Bournemouth si metteranno in tasca fino a 70 milioni di euro ciascuna solo da ricco piatto dei diritti tv. A Carpi lo sanno e già da due anni, quelli passati in B dopo una scalata partita dall’Eccellenza, hanno saputo fare bene i conti.

Il monte ingaggi per andare in Serie A del club, messo a punto da ds Giuntoli, è di 2,5 milioni di euro. Per fare un rapidissimo confronto la Juventus, per vincere lo scorso anno lo scudetto, in ingaggi ha speso più di 100 milioni. Livelli diversi, certo. A inizio stagione, quando il Carpi prelevò Kevin Lasagna per 12mila euro dall’Este, in serie D, i sorrisi erano tanti. Ora, solo complimenti. Per lui e per Jerry Mbakogu, che a Padova faceva la riserva e che ora, nel caso qualcuno volesse comprarlo, deve sborsare almeno 2 milioni di euro.

Qui sono abituati a lavorare e a rimboccarsi le maniche. Dopo la crisi e il terremoto, il distretto della maglieria (qui hanno sede la Gaudì, il cui numero uno è proprietario del Carpi, ma anche Twin Set, Liu Jo, Manila Grace) si è rimesso in moto con una crescita dell’export del 36%: “Non siamo usciti ancora dalla crisi, ma abbiamo trovato il bandolo della matassa”, spiega il sindaco a La Stampa. Ora toccherà trovare quello per lo stadio.

1 COMMENTO

  1. Complimenti al Carpi! Modello di virtuosità sia sportiva sia economico-finanziaria!
    Io fossi il Milan o l’Inter prenderei al volo questi dirigenti.

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