Bee Taechaubol è a Milano e aspetta di incontrare Silvio Berlusconi. Ieri si è dedicato allo shopping con la moglie per le vie del centro e ad un visita al Museo del Novecento, tra oggi e domani dovrebbe incontrare il presidente del Milan per parlare del futuro della società e presentare al patron il suo piano finanziario. Solo nel caso in cui dovesse essere respinto, tornerebbe in gioco la cordata di cinese di Richard Lee, che non ha ancora terminato la due diligence. Emergono finalmente i nomi di alcuni dei possibili investitori portati da Mr Bee: Repubblica parla di di due colossi della finanza che potrebbero “entrare nella seconda fase”. Si tratterebbe di ADS Securities e China CITIC Bank, la prima di Abu Dhabi e la seconda cinese, che fanno capo rispettivamente akka famiglia reale dell’Emirato (soprattutto al principe sceicco Zayed Al Nahayan, che è il fratello del presidente del Manchester City Mansour) e al governo cinese.

Ma quale sarebbe il piano che Mr Bee vuole presentare a Berlusconi? Il fulcro del suo progetto è la quotazione del Milan su una Borsa asiatica, probabilmente quella di Hong Kong. Lo svela Il Sole 24 Ore parlando di un dossier segreto che Taechaubol vuole mostrare all’ex premier. Il piano del thailandese prevederebbe che una prima tranche di capitali arrivi da quegli investitori che ha messo insieme in una cordata. Una seconda parte invece dovrebbe arrivare da un pool di banche che elargirebbero un prestito-ponte, il quale verrebbe poi rimborsato entrando in Borsa ad Hong Kong o a Singapore. Ma per Taechaubol il Milan dovrebbe fare questa operazione molto in fretta. Bee si sta facendo assistere da due studi legali, uno italiano cioè Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, e uno internazionale, ovvero Orrick. Quest’ultima è esperta nelle quotazioni in Borsa ad Hong Kong, situazione che rappresenterebbe un passo importante per altri eventuali investitori cinesi.

Eppure l’Ipo del Milan ad Hong Kong non sarà facile. Lo United ci ha rinunciato, optando poi per Wall Street. Ma Bee proverà a convincere Berlusconi che la quotazione va fatta al più presto per non perdere la forza del brand (che intanto è messo a rischio dai risultati deludenti della squadra): il club sarebbe il sesto più tifato di tutta l’Asia. Così la palla passerà al presidente, che dovrà decidere se seguire il piano di Mr Bee o se tenere viva la trattativa con la cordata di Richard Lee, che al momento è in seconda fila. O addirittura aprire altre trattative, possibilmente sempre con Pechino.

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