“Lottiamo per togliere la Fifa dalle mani di quel corrotto di Blatter”. Diego Armando Maradona non le manda a dire e inasprisce la sua battaglia contro il numero uno Governo del calcio Mondiale.

“Voglio dirgli vattene, il tuo ciclo é finito”, ha proseguito il “Pibe de Oro”, impegnato in Bolivia per la Partita per la Pace. A maggio ci saranno le elezioni presidenziali e Maradona ha già chiarito che darà il suo appoggio ad un altro candidato, il principe Alì di Giordania. “Lui non ha bisogno di rubare. Ha soldi suoi e tanti e non ha la necessità di credersi l’onnipotente del calcio come Blatter che non ha mai dato un calcio a un pallone. Con lui abbiamo diverse chance di prendere Blatter a calci nel sedere”.

Non è la prima volta che Maradona attacca l’attuale presidente della Fifa. “Va in Spagna e dice che Di Stefano è stato il miglior giocatore del mondo, in Brasile dice Pelè, in Argentina dice che è Messi il numero 1, se va in Germania elogia Beckenbauer, di me non parla mai e credo che questo influisca molto sui miei contatti. So che se un giorno avrò bisogno di una mano, potrebbe darmela Platini, non Blatter”, disse a Marca nel 2013. “Si dovrebbe nascondere in bagno, Bill Gates i soldi se li guadagna, lui no. Si intasca 4 miliardi di dollari senza fare nulla” aveva dichiarato nel giugno 2014, commentando le accuse di corruzione mosse alla Fifa per l’assegnazione dei Mondiali in Qatar.

Blatter deve guardarsi anche dagli attacchi dei rivali alla corsa per la presidenza, alle elezioni del prossimo 29 maggio. In Egitto, dove nei giorni scorsi c’è stata l’assemblea della confederazione africana, il candidato Luis Figo è andato a caccia di voti, sostenendo che Blatter non gode più di grande appoggio nel continente che per anni ha rappresentato un suo grande bacino elettorale: “Issa Hayatou (presidente della Caf, ndr) nell’annunciare che avrebbe sostenuto Blatter, abbiamo visto una differenza dai Congressi del passato quando una dichiarazione del genere normalmente era sempre seguita da una standing ovation”. Oltre a Figo e al principe di Giordania, nella corsa c’è anche l’attuale presidente della Federcalcio olandese Michael Van Praag. 

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