Russia 2018

Mondiali Russia 2018. Un gruppo di senatori americani è tornato ad attaccare la concessione del Mondiale del 2018 alla Russia, sollecitando la FIFA a riconsiderare l’hosting del paese di Putin a causa dell’occupazione della Crimea. Un’altra grana, che si aggiunge al problema della crisi economica e dei costi crescenti per l’organizzazione della manifestazione.

Mondiali Russia 2018, un appoggio indiretto al regime di Putin

Il gruppo, composto da 13 tra democratici e repubblicani, avrebbe incoraggiato l’ente di governo del calcio mondiale a cercare un altro luogo nel quale ospitare il torneo inviando una lettera ufficiale a Sepp Blatter. Secondo i politici statunitensi infatti “concedere l’organizzazione dell’evento alla Russia significa rafforzare il prestigio del regime di Putin in un momento storico in cui deve essere condannato e un sollievo economico quando la Comunità internazionale ha imposto delle sanzioni”.

Anche McCain tra i firmatari della petizione

Robert Menendez, leader democratico in commissione Senato relazioni estere, Ron Johnson, presidente repubblicano della sottocommissione relazioni estere per l’Europa, e l’ex candidato presidenziale John McCain sono tra i firmatari della lettera inviata direttamente al numero uno del calcio mondiale. Una copia della stessa, poi, è stata inviata poi anche alla federazione statunitense di calcio, invitando la FIFA a convocare un congresso straordinario per procedere alla votazione della questione.

Non è il primo tentativo di boicottaggio

Non è la prima volta che i senatori degli Stati Uniti invitano al boicottaggio dei Mondiali Russia 2018: era accaduto anche dopo l’abbattimento dell’aereo della Malaysian Air al confine russo-ucraino, e ventilato anche lo scorso settembre, ma dalla FIFA non è mai arrivata un’apertura.