Se lo permeteranno le finanze della Roma Petr Cech potrebbe arrivare sulla sponda giallorossa del Tevere. Il portierone del Chelsea di Mourinho avrebbe, infatti, fatto la sua scelta, lascerà il club londinese alla fine di questa stagione. Petr Cech ha perso il suo posto di titolare in favore di Thibaut Courtois, già all’inizio di questa stagione, ma è stato comunque utilizzato dal tecnico porteghese in entrambe le gare di FA Cup e Capital One Cup, in Champions League e in cinque occasioni in Premier League, dove si è sempre distinto per il suo talento e la sua grande professionalità.

Qualora dovesse lasciare Londra Petr Cech potrebbe scegliere la Roma. Il numero uno ceco lascerà così Stanford Bridge dopo nove anni di militanza nei Blues e soprattutto in un momento in cui viene considerato ancora come uno dei portieri più forti del mondo. “Sarà importante sedersi con il club, con il manager e prendere in considerazione tutti i pro e i contro della cosa“, ha detto Cech alla stampa britannica. Se la situazione non dovesse cambiare Petr Cech chiederà al Chelsea di permettergli di lasciare il club nel corso della finestra di trasferimento estiva e la destinazione più plausibile sarebbe proprio la capitale, dato che il club londinese non lo lascerà andare alla concorrenza britannica.

Roma Petr Cech, lo stipendio del portiere non è da sottovalutare

La Roma e Petr Cech furono già molto vicini a gennaio quando i giallorossi tentarono l’assalto durante la finestra di mercato invernale. La stella del Chelsea ha uno stipendio pari 6,5 milioni di euro, che lo farebbe balzare a tutti gli effetti in cima alla classifica dei “paperoni della Roma” insieme a capitan De Rossi, una cifra che dovrà far fare bene i conti alla Roma prima di pensare seriamente al gigante ceco. I giallorossi dovranno fare i conti con il loro bilancio d’esercizio che, nonostante l’importante incremento dei ricavi, passati dai 25,34 milioni del primo trimestre 2013/14 ai 45,10 milioni dei primi tre mesi del 2014/15, grazie alla contabilizzazione nel primo quarto dell’esercizio della quota parte dei proventi derivanti dalla partecipazione alla Champions League, ha comunque mostrato una flessione dell’utile per via dell’aumento dei costi operativi (44,49 milioni rispetto ai 33,55 milioni dello stesso periodo di un anno fa), segnato in particolar modo proprio dall’’incremento degli ingaggi della prima squadra, e dei minori proventi del player trading (calciomercato). I dati dei primi tre mesi dell’esercizio 2014/15, seppur positivi, non autorizzano il presidente James Pallotta e i suoi collaboratori ad abbassare la guardia. Il primo trimestre si è, infatti, chiuso con un risultato netto positivo a livello consolidato di 8,91 milioni di euro, ma in flessione rispetto ai 19,52 milioni dello stesso periodo dello scorso esercizio. Alla Roma Petr Cech costerà 13 milioni di euro, non poco per le casse di James Pallotta, in un momento storico in cui bisogna stare attenti al Fair Play Finanziario e soprattutto in un periodo in cui si parla tanto di nuovo Stadio della Roma.

Roma Petr Cech, affare fatto con le plusvalenze

Per avere Petr Cech la Roma dovrà invertire la tendenza delle minori plusvalenze realizzate nella sessione estiva del calciomercato 2014/15 (19,98 milioni al netto degli oneri pagati sui prestiti, contro i 39,3 milioni del 2013/14) e l’asso nella manica del club capitolino potrebbe essere la tanto chiacchierata cessione di Strootman, richiesto da mezza Europa, che porterebbe i liquidi necessari per far sbarcare all’ombra del Colosseo il gigante ceco del Chelsea. Se da una parte l’estremo difensore è un rompicapo per la Roma Petr Cech, dall’altra, diviene una pedina fondamentale per il Chelsea di Roman Abramovich, che ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2014 con ricavi record a 404,6 milioni di euro (320 milioni di sterline) e con un utile netto di 25,3 milioni di euro (20 milioni di sterline), beneficiando delle plusvalenze realizzate con le cessioni di Juan Mata al Manchester United e di David Luiz al Paris Saint Germain e dell’aumento dei ricavi da diritti tv legati al nuovo accordo per la commercializzazione dei diritti collettivi della Premier League, che gongola alla prospettiva di chiudere in modo soddisfacente il suo terzo bilancio d’esercizio da quando il magnate russo è in sella ai Blues