Calciopoli Carraro – All’indomani dell’intervista di Repubblica a Luciano Moggi, nella quale l’ex dirigente bianconero ha svelato la propria verità dopo la sentenza della Cassazione su Calciopoli, (“Quando un presidente della Figc intercettato, dice a un designatore: “Bisogna salvare la Lazio e sarebbe un peccato che la Fiorentina fosse retrocessa”, secondo lei di cosa stiamo parlando?”), Franco Carraro risponde dalle stesse pagine del quotidiano romano, con un’altra intervista.

“Moggi si è compiaciuto troppo del proprio potere”

Moggi parla di un presidente federale. All’epoca dei fatti, la carica era ricoperta dallo stesso Carraro. Che ad uno dei protagonisti del processo su Calciopoli risponde così: “Io sono stato molto amico di Biagio Agnes, lui amava ripetere, “ricordo tutto, talvolta perdono”. Invecchiando, mi rendo conto che mi capita sempre più spesso di perdonare”. Di tutti gli errori imputabili, Carraro riconosce a Moggi quel troppo potere: “C’è una splendida intervista che Moggi fece proprio a Repubblica se non sbaglio nell’autunno del 2007. In quell’intervista c’era un focolaio, rapidamente soffocato, di autocritica. E secondo me era un’autocritica azzeccata. Disse che se doveva rimproverarsi qualcosa quel qualcosa era di essersi compiaciuto troppo di apparire “ultrapotente”, o qualcosa del genere. Io sono d’accordo. Penso che di errori ne abbia fatti anche altri, errori e veri e propri pasticci. Ma questo forse è stato quello che gli è costato più caro di tutti. Si è compiaciuto troppo del proprio potere, gli piaceva essere riconosciuto come Lucky Luciano; quando andava in giro per Torino e Roma usava la sirena sulla macchina. Di solito le persone che sono costrette a farlo, un po’ si vergognano. A lui invece piaceva”.

“Quello del 1998 fu l’unico campionato veramente falsato”

La famosa Cupola c’era? “Le sentenze dicono di sì e noi dobbiamo stare alle sentenze. Ovviamente anche quando dichiarano prescritto un reato. Bisognerebbe tutti avere l’intelligenza di metterci una pietra sopra”. Inoltre, la Juventus in quei due campionati (2004/2005 e 2005/2006, ndr) aveva la squadra più forte e ha vinto sul campo, anche di parecchi punti, e non a causa delle interferenze. Che però ci furono. Ci furono molte cose che non andavano bene”. Ad esempio il campionato 97/98? “Quello secondo me fu l’unico campionato veramente falsato a favore della Juventus, si ricorda il rigore su Ronaldo?”.

Carraro inoltre ha spiegato che “la sentenza nei confronti della Juventus è il frutto di un patteggiamento. per questo ritengo inopportuno che la Juventus chieda risarcimenti ora”.

Carraro spiega le intercettazioni che lo riguardano

Moggi aveva spiegato a Repubblica che la vera Cupola era in realtà Carraro, vengono citate a memoria delle intercettazioni che lo riguardano: “Qui ci tengo a essere chiaro. La mia chiamata per Lazio-Brescia va letta insieme a un’altra telefonata in cui esplicitamente affermavo: “Se il Brescia è più forte, che vinca”. Erano giorni in cui sui giornali si parlava dei danni subiti dalla Lazio e volevo difendere la Federazione dai sospetti… Lo stesso per Inter-Juve. La mia chiamata era solo il gesto di un presidente federale che sa benissimo che, in quel momento, non si può permettere una partita in cui vengano fatti favori alla Juve”.

Dopo Napoli, una pietra sopra Calciopoli

Dopo l’indagine di Napoli, Carraro vuole metterci un punto: “Ho letto con attenzione solo le carte che mi riguardavano. Ma su quella indagine si sono espressi i giudici penali, quelli sportivi e persino quelli contabili. E tutti hanno confermato l’impianto. Mettiamoci un punto, dunque. Una cosa tuttavia voglio dirla: Facchetti era una persona per bene, straordinariamente corretta. E la relazione di Palazzi sul suo operato non mi è piaciuta affatto”.