Il presidente e il magnate. Uno accanto all’altro, a Napoli. Ma il patron non era quello degli azzurri, bensì il numero uno del Bari, Gianluca Paparesta. Insieme a lui c’era un facoltoso russo, Boris Rotenberg, presidente della Dinamo Mosca, impegnata giovedì scorso in Europa League contro gli azzurri. Si sono incontrati e – con tutta probabilità – hanno parlato della possibilità di una sinergia: il club rilevato da Paparesta la scorsa estate non è in vendita, ma il presidente è sempre alla finestra (nonostante varie smentite) alla ricerca di investitori.

Boris Rotenberg e suo fratello maggiore, Arkady, sono i co-proprietari milionari della banca SMP e di SGM Group, che costruisce i gasdotti per il gigante russo del gas Gazprom. I due fratelli Rotenberg, scrive Forbes, erano compagni di judo del presidente russo Vladimir Putin, con il quale sono sempre rimasti in amicizia. Boris, 58 anni, un patrimonio stimato da 1,7 miliardi di dollari, è anche vice presidente della federazione russa di Judo e nell’estate 2013 è diventato presidente della Dinamo Mosca. In più sponsorizza lo SMP Racing Project, che supporta giovani piloti russi. Suo fratello invece detiene la squadre di hockey con lo stesso nome. Entrambi i club facevano capo al KGB.

Boris Rotenberg
Boris Rotenberg, presidente della Dinamo Mosca

I due fratelli sono finiti sulla lista nera dell’Unione Europea a causa del loro coinvolgimento nei Giochi Olimpici di Sochi: grazie alle Olimpiadi i due avrebbero ottenuto miliardi di contratti aggiudicati grazie all’amicizia con Putin, secondo il Tesoro degli Stati Uniti. La coppia ha avuto l’appalto per costruire il gasdotto Dzhugba a Sochi, la centrale termica di Adler e il circuito di Formula 1. Secondo gli americani, il tutto gli avrebbe fruttato circa 7 miliardi di dollari. Il fratello maggiore di Boris avrebbe un patrimonio ancora maggiore, che si aggirerebbe intorno ai 3,8 miliardi di dollari.

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