Il Leicester City chiude l’anno al 31 maggio 2014 con una perdita pari a 20,8 milioni di sterline, ma può ben sperare: il “rosso” di bilancio, in netta diminuzione rispetto alla stagione 2012-13, rientra nei parametri imposti dal FFP della Football League.

In aumento ricavi e presenze allo stadio

Lo scorso anno infatti, il club annunciava una perdita pari a 34 milioni di sterline. I vertici dirigenziali hanno sottolineato che, grazie ad una riduzione dei costi e ad un incremento delle fonti di reddito, la società è riuscita a soddisfare le richieste della Football League.  Ad un singolo aumento relativo al costo del personale (ora a 36,3 milioni) sostanzialmente dovuto alla distribuzione del premio-promozione (in totale, 9,4 milioni da spartire tra tutta la rosa che ha preso parte alla stagione 2103-14) il Leicester ha migliorato notevolmente la “voce” ricavi, cresciuti fino a 31,2 milioni (da 19,3 milioni). Decisivo il buon andamento della passata annata sportiva, che, inoltre, ha portato i ricavi per singolo match a 6,9 milioni di sterline (lo scorso anno “fermi a 5,7 milioni), grazie alla “scalata” delle presenze medie fino a 25.003 spettatori.

“Il Leicester come modello auto-sostenibile non è utopia”

L’amministratore delegato Susan Whelan ha detto: “Il Leicester City come modello auto-sostenibile di club della Premier League resta un lavoro a lungo termine, mai risultati sono un riflesso positivo dei nostri sforzi per costruire solide basi per il futuro. Va notato che una delle stagioni di maggior successo nella storia recente del club coincide alla conformità della gestione alle normative FFP della Football League, per le quali il nostro staff manageriale e dirigenziale meritano grande credito. L’approccio responsabile del club di adattarsi alle esigenze della Premier League ha assicurato la permanenza nei parametri richiesti, e non saranno compromessi per il futuro”.

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