Sedersi al tavolo con i potenti delle Olimpiadi non gli basta più. Ora lo sceicco Ahmad al-Sabah, 52enne kuwaitiano, presidente della federazione calcistica del suo paese e membro del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) in qualità di capo della federazione asiatica, vuole entrare dentro la Fifa dalla porta principale. Come membro del comitato esecutivo dell’organo di governo del calcio mondiale. Quello che vota, prende le decisioni, ha in mano il potere.

E di potere Ahman al-Sabah se ne intende: è stato uno dei sostenitori più influenti dell’attuale presidente del Cio, Thomas Bach, e ha già detto pubblicamente che starà dalla parte di Joseph Blatter alle elezioni di maggio per la presidenza Fifa. Per ora, almeno: si vocifera che la sua candidatura al comitato esecutivo sia un primo passo verso le elezioni del 2019, quando potrebbe provare a proporsi come presidente. Intanto si accontenterebbe di essere scelto dalla Confederazione Asiatica come rappresentate nell’esecutivo Fifa, alle elezioni di aprile in Bahrein, per poter entrare a far parte del congresso dal 29 maggio a Zurigo.

Il curriculum certamente non gli manca. In Asia, lo sceicco kuwaitiano appassionato di equitazione e tiro al bersaglio – già ministro nel suo Paese dell’informazione, dell’energia e adesso della sicurezza – è l’uomo che gestisce lo sport olimpico: è presidente della sezione asiatica del Cio dal 1991, e ricopre diverse altre cariche in altre discipline. Cresciuto all’accademia militare, ha tre dottorati (Scienze politiche, Relazioni internazionali e Scienze sportive), ha persino allenato la nazionale del Kuwait in una campagna (fallita) di qualificazioni ai Mondiali 2006.

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