Il sogno del Tottenham Hotspur di costruire uno stadio nuovo, moderno e dotato di ogni comfort, può finalmente avere inizio. Perché l’Alta Corte, alla quale la Sheet Metal Work Archway aveva fatto ricorso, ha dato ragione al club londinese.

Un progetto da 400 milioni a rischio

Le motivazione del ricorso dal parte dell’azienda a conduzione familiare, riguardavano la concessione di un obbligo di acquisto concesso dall’Haringey Council proprio al Tottenham nel marzo del 2012, che la stessa reputava strumentalizzato alla forzatura dei lavori. In sostanza, la Sheet Metal Works ha rifiutato tutte le proposte di acquisto da parte del club che, da parte sua, aveva bisogno del terreno sul quale attualmente si svolgono le attività del negozio per dare avvio ad un progetto da 400 milioni di sterline. Progetto che, oltre allo stadio, prevede una vera e propria “ristrutturazione” dell’area adiacente con un quartiere residenziale, spazi destinati al commerciale e al tempo libero.

Il giudice da ragione al Tottenham

Dopo un’udienza durata due giorni, il giudice Dove ha giudicato inammissibili i motivi del ricorso della Sheet Metal Works, e sbloccato una situazione che rischiava di compromettere un piano di business in cui lo stadio, per il Tottenham, ne rappresenta il centro vitale. La data prevista per la fine dei lavori è il 2018, ragione per cui gli Spurs dovranno cercare una sistemazione temporanea: si pensa a Wambley, al Milton Keynes o all’Upton Park, che il West Ham libera per trasferirsi all’Olimpico.