Il consigliere federale Claudio Lotito perderà le deleghe alle riforme, che torneranno nelle mani del presidente Figc Carlo Tavecchio. E’ la svolta nel “Lotito gate”, la prima mossa ufficiale – lo diventerà nel consiglio federale del 27 febbraio – del governo del calcio, affiancato da quello politico, per provare a spazzare via il polverone nato dalla telefonata nella quale, in sostanza, il presidente della Lazio si vantava di essere il padrone della Serie A, tra un “Beretta conta zero” e un “Carpi e Frosinone in Serie A sarebbero una disgrazia”.

Il vertice a tre che toglie un primo potere dalle mani di Lotito si svolge martedì a Roma, nel tardo pomeriggio, a Palazzo Chigi, cioè a casa del governo. Il presidente del consiglio è impegnato sul fronte libico, ma con Malagò e Tavecchio c’è Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che si occupa anche dello sport da quando si dimise l’ex ministro Josefa Idem. Delrio e Malagò invitano il capo della Federazione a fare qualcosa. Tavecchio risponde: “Questa è la mia soluzione. Le riforme vengono prima di tutto, riprenderò io la delega”.

Secondo la ricostruzione dei quotidiani l’incontro è durato circa un’ora, condito da varie telefonate, compresa una di Tavecchio a Lotito. Il presidente della Figc ha spiegato all’uomo che lo ha più sostenuto nelle elezioni di agosto quale sarà la sua mossa. Poi si decide che a comunicare il tutto sarà la Federazione stessa: Tavecchio, si leggerà, “ha illustrato lo scenario e le sue valutazioni, comunicando che nel Consiglio federale di fine mese saranno portati in discussione provvedimenti finalizzati a dare nuovo slancio al percorso di riforme già iniziato dalla Figc, assumendone la responsabilità in prima persona”. Sarà lui ad occuparsi delle riforme direttamente: Lotito non sarà più il suo braccio destro, almeno in veste ufficiale, sulle riforme dei campionati.

Non sono ancora arrivate reazioni ufficiali, in particolare dalle società da tempo all’opposizione dell’asse di governo della Lega calcio, come Juventus e Roma. Ma filtra soddisfazione. Nonostante sia solo una prima mossa, che non toglie a Lotito il potere in Lega Calcio, ma solo il suo ruolo di consigliere delegato alle riforme in Federazione. Per chi ne ha chiesto l’uscita di scena è già qualcosa.