Beckham-Miami. Un anno dopo aver annunciato i suoi piani per formare un nuovo club MLS a Miami, David Beckham è ancora alla ricerca di un luogo dove ospitare lo stadio della sua franchigia. Una questione che sta condizionando oltre il dovuto l’avventura dell’ex capitano della nazionale inglese come proprietario di una squadra tutta sua nel soccer Usa: mentre due location proposte dal Gruppo Beckham sono state bocciate dall’amministrazione locale (Port Miami e la baia vicino alla American Airlines Arena), l’idea è sempre quella di trovare un luogo sul lungomare vicino al centro di Miami.

L’importanza della posizione del nuovo stadio nel progetto di Beckham

Per Beckham infatti la posizione dello stadio è un aspetto fondamentale: l‘accessibilità dei residenti della città all’impianto è uno dei pilastri dell’ambizioso progetto di portare il soccer a Miami. Questo perché la maggior parte del “mercato” e degli appassionati per ogni franchigia MLS si trova all’interno dei confini della città: uno stadio in centro, dunque, favorisce l’affluenza più massiccia dei tifosi all’evento grazie anche all’utilizzo dei trasporti pubblici: particolare, tra i tanti, per il quale si può dire con certezza che ne trarrebbe benefico tutta l’economia cittadina. Il portavoce di Beckham, Tadd Schwartz ,ha sottolineato che il Gruppo starebbe guardando infatti “a quattro o cinque siti” tra i quali sceglierne uno per realizzare i lavori,  e in un comunicato inviato via email ai media ha dichiarato che David Beckham è molto positivo per il futuro del club, e continua ad avere il sostegno incredibile da parte delle persone a Miami“.

L’ipotesi temporanea

Secondo il Miami Herald, i legislatori provinciali avrebbero votato per consentire al sindaco Carlos Gimenez di avviare negoziati con la Florida International University per l’uso del suo stadio, ma solo come misura temporanea. Lo stadio ha ospitato CONCACAF Gold Cup partite e amichevoli internazionali, ma è lontano da quello che vuole Beckham per la sua nuova franchigia. In questo momento, il nostro obiettivo è quello di identificare la posizione per uno stadio costruito appositamente, che sarà sede permanente della squadra“, ha infatti aggiunto Schwartz. Idea, quella di giocare quella di utilizzare una sede temporanea, che non appartiene tuttavia al gruppo di Beckham: a riferirlo è un portavoce dell’ufficio del sindaco.

Altre città interessate ad avere una squadra

La questione si complica poi perché tante altre città sarebbero candidate ad avere una squadra e uno stadio nuovo per l’ingresso in MLS. Don Garber, Commissario MLS, ha da tempo sottolineato la necessità di un club specifico per il calcio a Miami dotato di una propria struttura. Se non siamo in grado di ottenere lo stadio giusto, non possiamo andare a Miamiha detto Garber nel mese di ottobre. Mentre il gruppo di Beckham brancola ancora nel buio, come detto poc’anzi, in corsa per le aperture limitate MLS franchising sarebbero Sacramento, Las Vegas e Minneapolis, a buon punto anche con le loro proposte sullo stadio.

Una situazione complicata dunque. Per ora, l’unico vantaggio per Beckham è stato quello di poter vantare il diritto automatico di acquistare il suo franchise MLS per 25 milioni di dollari (una condizione che faceva parte del suo contratto di prestazione sportiva durante gli anni di carriera in Usa, significativamente inferiore ai  75 milioni dollari di normale costo della “licenza”). Ma se il gruppo non riuscirà a fare uno stadio a Miami, Beckham potrebbe lasciare il suo diritto alla scadenza del franchise, aprendo maggiori opportunità ad altre città oppure, più ipoteticamente, potrebbe spendere le proprie possibilità di franchising in un’altra città statunitense.

Fabio Colosimo