Cassano – Il Parma perde in casa con il Cesena. Un 1-2 maturato all’interno delle mura casalinghe del Tardini che farà pensare molto Donadoni & Co. I gialloblù hanno perso nell’ordine il derby, lo scontro diretto contro la penultima della classe, che li lascia così all’ultimo posto solitario della classifica di A, e la faccia con i propri tifosi.

Chi, invece, ci ha messo la faccia è Antonio Cassano, partito dalla panchina nella sconfitta con i bianconeri, ma acclamato dal pubblico fino alla sua discesa in campo, che comunque non ha potuto evitare la disfatta di ieri pomeriggio. A fine gara il talento di Bari Vecchia è andato sotto la curva crociata a chiedere scusa ai propri tifosi, e a sentirne anche di santa ragione, tutto dopo che l’attaccante del Parma aveva chiesto, poi notizia smentita seccamente dalla società, la messa in mora del club emiliano per il mancato pagamento degli stipendi arretrati.

All’appello, infatti, mancherebbero i salari di luglio, agosto e settembre, quelli che sono costati al Parma anche l’attuale punto di squalifica in campionato. Per uno che guadagna 1.7 milioni di euro all’anno, vuol dire circa 141 mila euro al mese. Un totale, diciamo, di circa 423 mila euro. Come detto il Parma FC ha smentito che il suo giocatore abbia messo in mora la società ufficialmente. Sì, perché Cassano avrebbe chiesto verbalmente i suoi soldi, ma non avrebbe ancora mandato la raccomandata A/R di diffida che serve ad “avvertire un soggetto che, se mettesse in pratica o continuasse a praticare determinate azioni, illegittime o indesiderate, ci si rivolgerà all’autorità competente”, come recita la legge.

Cassano, così potrebbe mettere in mora uffcialmente il Parma FC

La messa in mora è una procedura che nasce per intimare in modo ufficiale alla controparte, che non rispetta il contratto, un determinato adempimento. E’ importante ricordare che la controparte è il soggetto col quale si è concluso il contratto, in questo caso il Parma FC. La messa in mora necessita di una forma scritta legale. Qualora Cassano decidesse di mettere in mora il suo club per il mancato pagamento degli stipendi arretrati sarebbe autorizzato a rivolgersi all’autorità competente, che varia a secondo dei casi o degli importi: Giudice di Pace, fino a 2.582,28 euro in contenzioso o senza limiti in conciliazione, oppure Tribunale Civile, per importi superiori. Il faccia a faccia tra Cassano e i tifosi del Tardini sembra, però, essere una sorta di volontà nel continuare a combattere per la maglia gialloblù nonostante le difficoltà sportive e societaria che funestano il club di Collecchio. Bisognerà vedere ora se il fuoriclasse riuscirà, anche, a sanare il suo rapporto, che ormai appare incrinato, con la neonata società crociata.

Alberto Lattuada