Fassone e il mercato Inter-L’arrivo di Lukas Podolski e di Xerdan Shaqiri in casa Inter hanno riportato i tifosi nerazzurri a pensare in grande: la stagione, e più in particolare il terzo posto, è  e rimane un obiettivo ancora a portata di mano e con i nuovi innesti, fortemente voluti da Roberto Mancini, il club potrà cercare di centrare la qualificazione in Champions League, “scorciatoia” migliore per rendere ancor più “credibile” il piano quinquennale elaborato da Erick Thohir e presentato alla Uefa a inizio novembre. L’Europa è dunque una priorità per non esser costretti a cedere uno dei pezzi pregiati della rosa in estate.

L’importanza di avere Mancini, allenatore-manager all’inglese

Marco Fassone, dopo le parole di ieri in risposta alle dichiarazioni di Vincenzo Montella, anche oggi a Radio Anch’io ha ribadito l’importanza che riveste un tecnico come Roberto Mancini nel progetto di rilancio economico-sportivo del club nerazzurro: l’esperienza al City come allenatore-manager ha permesso all’Inter di puntare su un tecnico ormai “maturo”, capace non solo di metabolizzare esigenze e necessità, ma di pianificare  in prima persona un mercato fatto di operazioni “intelligenti”, nei tempi e nei modi quasi chirurgiche. Perché i vincoli imposti dal FPF restringono il campo delle scelte eppure l’Inter ha messo a segno i due colpi più importanti del mercato: “Quando abbiamo incontrato per la prima volta Mancini a novembre era per sposare un progetto diverso da quello di dieci anni prima e lui, sin dall’inizio, si e’ dimostrato un allenatore che ama pianificare e comprende la situazione economica. Abbiamo chiarito sin dall’inizio i limiti e le potenzialita’ di questa squadra e stiamo facendo le cose, stiamo costruendo qualcosa che sposi le sue idee pur nella consapevolezza che ci sono delle restrizioni rispetto al passato. L’allenatore non ha mai fatto mistero di voler giocare con un modulo diverso per cui era necessario integrare la rosa in alcuni reparti e abbiamo dovuto accelerare rispetto al tradizionale mercato di gennaio per mettere la rosa nelle condizioni di soddisfare Mancini. Ora abbiamo 20 giorni per riequilibrare il sacrificio che abbiamo fatto, fermo restando che i prestiti hanno incidenza su questo bilancio solo per i sei mesi di salario“.

Il mercato dell’Inter secondo Fassone: alleggerire rosa e stipendi

Le operazioni in entrata graveranno sul bilancio del prossimo anno: a pesare sui conti, sottolinea Fassone, saranno, per l’esercizio 2014-15, solo i 6 mesi di ingaggio percepiti rispettivamente da Shaqiri e Podolski. Tuttavia, è chiaro che, già a gennaio, serviranno degli addii per compensare la spesa e un monte ingaggi ulteriormente “appesantito”: “Ora abbiamo bisogno di alleggerire la rosa e gli stipendi, se ci riusciamo vedremo – prosegue Fassone – La priorita’ e’ alleggegire, siamo sotto la lente d’ingrandimento della Uefa e dobbiamo far vedere che siamo rispettosi delle regole. Nel momento in cui riequilibreremo entrate e uscite, ci risiederemo col presidente e con l’allenatore e valuteremo. Osvaldo? Per ora e’ con noi, vediamo come si evolvono le cose e agiremo nel miglior modo possibile per il bene di tutti, nostro e del giocatore“.

L’Inter così spera di tornare in Champions, anche perche’ senza l’Europa “che conta”, e senza un significativo aumento dei ricavi aldilà della qualificazione europea, la società potrebbe essere costretta a privarsi di una delle sue stelle. Fassone spiega:”Se ci proiettiamo verso l’estate, possono succedere diverse cose – spiega ancora il dg nerazzurro – I vari prestiti di giocatori diventeranno obblighi di riscatto, per cui abbiamo spese previste che scadranno prossimamente. A quel punto o siamo stati molto bravi a far crescere i ricavi della societa’, o si e’ raggiunta la qualificazione alla Champions che porta risorse importanti oppure sarebbe inevitabile fare ricorso a qualche cessione. Abbiamo dei fardelli che non si possono smaltire rapidamente, per rimetterci in carreggiata abbiamo bisogno di un po’ di tempo e abbiamo condiviso con la Uefa delle linee guida sul budget e dentro quelle linee guida dobbiamo rimanerci“.

Fabio Colosimo