Sony dice addio a Fifa e Mondiali di calcio: il gruppo, secondo i media giapponesi, ha deciso di non rinnovare il contratto di sponsorizzazione e di optare per l’uso delle risorse nel difficile processo di rilancio delle attività. Nel 2005, Sony ha conquistato la sponsorship ufficiale della manifestazione sportiva più seguita al mondo per le edizioni di Sudafrica 2010 e Brasile 2014, staccando un robusto assegno di 33 miliardi di yen (230 milioni di euro), nell’ambito del piano che vede il colosso sostenere circa 40 primari eventi sportivi.

Il rinnovo del contratto, secondo il quotidiano finanziario Nikkei, è stato preso in considerazione e poi abbandonato sulla base del fatto che i costi sarebbero verosimilmente cresciuti in un contesto di crescenti timori sulla trasparenza del processo di offerta per le prossime due Coppe del mondo.

Sony si appresta a chiudere i conti ancora in rosso a causa, questa svolta, del pessimo andamento degli smartphone tanto da annullare la distribuzione dei dividendi per la prima volta in oltre 50 anni di quotazione in Borsa. La Fifa ha sei settori principali, di cui Sony è, fino a fine anno, quello per la “vita digitale”, inclusiva di elettronica e intrattenimento.

L’abbandono, con l’ingresso della sudcoreana Samsung in base ai rumor, fa della Sony il secondo sponsor di alto livello che questo mese, dopo Emirates Airlines, ha deciso di rompere i legami con la Fifa. Il “governo” del calcio mondiale ha appena chiuso, dopo aspre polemiche sull’ipotesi di possibili casi di corruzione, una indagine durata 18 mesi sulla correttezza del processo di assegnazione delle edizioni del 2018 e del 2022, rispettivamente vinte da Russia e Qatar.

A tal proposito, non sono state trovate irregolarità sufficientemente serie da rimettere in discussione le scelte fatte.

Fabio Colosimo

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