Fifa, Fifpro e Interpol hanno lanciato oggi la campagna mondiale contro il match fixing durante il congresso del sindacato mondiale dei calciatori (Fifpro) a Tokyo. L’obiettivo della campagna è quello di aumentare la consapevolezza dei pericoli a quali si va incontro nel truccare le partite (match fixing), di fornire modelli positivi per i giocatori e di educare, loro e tutti gli altri membri della famiglia del calcio, su come riconoscere, resistere e segnalare eventuali tentativi di manipolazione degli incontri.

Durante il lancio della campagna congiunta, le tre organizzazioni hanno distribuito un Dvd prodotto dall’Interpol, nel quale si danno ai giocatori gli strumenti principali di cui hanno bisogno per aiutarli a combattere il fenomeno.

“Oggi è l’inizio di un approccio coordinato tra le nostre tre organizzazioni nella lotta contro le partite truccate -ha detto il segretario generale FifPro, Theo Van Seggelen-. La Fifa, Interpol e FifPro hanno già avviato iniziative di rilievo in passato ma ora concentrando le nostre risorse, siamo in grado di proteggere l’integrità del gioco e dei suoi attori principali ad un nuovo livello. Con questo Dvd, ci proponiamo di fornire un più preciso strumento su come affrontare e segnalare le partite truccate”.

“Siamo lieti di unire le forze con la FifPro e l’Interpol, nostri partner in questa iniziativa -ha spiegato Jerome Valcke, segretario generale della Fifa-. Il Dvd che viene lanciato oggi con questa campagna offre ai giocatori un messaggio chiaro: abbiamo bisogno di voi e vi sosteniamo. Facciamo appello ai calciatori a contribuire a promuovere la trasparenza e l’integrità del gioco attraverso la vigilanza e il senso di responsabilità”.

“Quando si comincia qualsiasi indagine su presunte partite truccate, il danno è già stato fatto, per questo è essenziale che la prevenzione sia rafforzata -ha sottolineato il segretario generale dell’Interpol, Ronald K. Noble-. Anche la decisione più piccola e apparentemente insignificante può avere enormi conseguenze. Questo Dvd è importante per sensibilizzare circa la facilità con cui si possa rimanere intrappolati nelle maglie della criminalità organizzata e ritrovarsi in una spirale discendente dalla quale non possono sfuggire”.

Fabio Colosimo

 

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