“I dati del match fixing relativi al calcio italiano sono assolutamente in linea. Si è creata una certa mitologia. In Italia ci sono stati fenomeni che hanno avuto una certa evidenza, ma è un fenomeno globale”.

“Noi italiani non siamo peggio di altri, ma ci sono scandali scoppiati in Germania, in Austria, in Finlandia, ovunque nell’est Europa. Ci sono processi aperti in Belgio. In Gran Bretagna ci sono stati arresti da novembre dell’anno scorso a febbraio di quest’anno. Noi siamo una parte interessata del problema, ma il calcio italiano ha preso coscienza del fenomeno in maniera molto forte«.

Lo spiega Marcello Presilla, Responsabile per l’Italia di Sportradar AG, società leader a livello mondiale nelle attività di contrasto e prevenzione delle frodi sportive, che controlla i flussi anomali di betting a livello internazionale attraverso il Fraud Detection System, all’Adnkronos, parlando delle ultime vicende legate al filone del calcio scommesse della Procura di Cremona e sull’impatto in Italia del fenomeno del match-fixing.

»La nostra esperienza nel campionato italiano, con la modalità di incontro con i calciatori, che vengono ‘scossi’, portando informazioni e facendo vivere determinate situazioni, è una esperienza leader e guardata con molta attenzione all’estero. Con tutti i club c’è un grande riscontro e sono molto attente al fenomeno«, sottolinea Presilla che spiega il sistema di Sportradar.

»Noi abbiamo strutturato il più grande sistema di monitoraggio al mondo, con oltre 450 bookmaker collegati. Il sistema è l’unico che riesce ad avere una visione macro su scala planetaria, perché è collegato alla quasi totalità del betting«.

In Italia opera il sistema dei Monopoli di Stato, che »è molto ben strutturato e controlla tutti gli operatori concessionari di Stato su ambito nazionale, ma Sportradar è multigiurisdizionale e oggi il mercato più rilevante è quello asiatico che muove circa il 70% del betting sportivo mondiale«, aggiunge il Responsabile per l’Italia di Sportradar AG.

«Solo leggendo le dinamiche di quel mercato è possibile avere visione reale di flussi anomali di betting. Noi andiamo a rilevare i movimenti delle quote che oscillano per tanti fattori. Se ci sono dei flussi anomali si generano degli allert. Noi abbiamo un team di 30 analisti che analizzano 24 ore su 24 quello che succede», spiega Presilla. Sportradar attraverso il Fraud Detection System controlla i flussi anomali.

«Noi siamo l’organo di monitoraggio ufficiale della Uefa fino al 2019, controlliamo tutti match, poi abbiamo una partnership con il cricket e abbiamo iniziato a lavorare con il rugby a livello internazionale. Il rugby, che è lo sport di valori per eccellenza, ci ha chiesto a livello internazionale di controllare i match. Questo non vuol dire che c’è qualcosa che no va, il controllo preventivo si fa prima. Ci sono dei flussi di betting in aumento e questo è un elemento positivo. Si fa l’errore di associare la scommessa in quanto tale al problema, ma il fatto che ci siano più scommesse è un indicatore di positività, solo che oggi si può scommettere su mille episodi e questo può portare dei rischi».

Sportradar ha anche rapporti anche con gli organi investigativi internazionali. «Abbiamo rapporti a livello internazionale con molte polizie, collaboriamo con Interpol ed Europol, e abbiamo dato vita alle indagini delle autorità calcistiche australiane lo scorso anno, segnalando i nostri elementi di valutazione sul match-fixing in Australia ed è venuto fuori lo scandalo che ha portato all’arresto di 13 persone. Ed è nato attraverso le nostre segnalazioni, nessuno aveva idea di cosa stesse succedendo. Lo stesso è avvenuto in Austria, dove abbiamo contatti con la polizia, ma comunque siamo sempre a disposizione degli organi investigativi», conclude il Responsabile per l’Italia di Sportradar AG.

Fabio Colosimo

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