L’assegnazione del Mondiale 2022 al Qatar ed in particolare il temuto e finora segreto «rapporto Garcia» – risultato dell’indagine sulle condizioni di attribuzione dei Mondiali 2018 alla Russia e 2022 all’emirato – sono temi caldi del comitato esecutivo della Fifa che si concluderà domani a Zurigo.

Le pressioni si moltiplicano, anche in seno allo stesso esecutivo, affinchè le conclusioni del rapporto vengano svelate al più presto e lo stesso avvocato statunitense Michael Garcia, incaricato dell’indagine dalla commissione di etica della Fifa, ha chiesto la pubblicazione del proprio rapporto, lasciando intendere che in caso contrario potrebbe rinunciare al suo ruolo.

Il che rappresenterebbe un ulteriore duro colpo alla reputazione della Fifa. Il lavoro dell’investigatore e del suo team ha prodotto un incartamento di 430 pagine, con duecentomila pagine di prove allegate. Le sollecitazioni a fare presto si sono moltiplicate – anche oggi il presidente della federcalcio tedesca, Wolfgang Niersbach, chiede «spiegazioni rapide per porre termine a tutte le speculazioni» – quando un giudice della Fifa, Hans-Joachim Eckert, ha dichiarato che per motivi legali bisognerebbe aspettare fino ad aprile prossimo per svelare il rapporto, il cui contenuto, secondo lui, solo quattro persone (fra le quali non figura Blatter) conoscerebbero.

Una tempistica inaccettabile anche per alcuni esponenti dell’esecutivo e al coro si è anche aggiunto il francese Jerome Champagne, unico candidato per il momento dichiarato alla presidenza della Fifa: «Bisogna conoscere il contenuto del rapporto per ripristinare l’immagine della Fifa e proteggere la reputazione di un evento unico quale la Coppa del mondo», ha detto il francese.

Il presidente Blatter, che domani dovrebbe ufficializzare la propria candidatura, ormai certa, è sotto pressione e forse svelerà e sveltirà il calendario.

Fabio Colosimo

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