Il crescente potere che i fondi di investimento stanno assumendo nel panorama del calcio internazionale, attraverso il possesso dei cartellini di diversi calciatori (dunque dei relativi diritti sportivi) e, addirittura, di alcuni entità sportive, hanno messo in allarme la Uefa che, finalmente, avrebbe deciso di dire basta.

Oggi infatti il massimo organismo europeo, secondo quanto sottolineato anche da Marketing Deportivo, si riunirà per stabilire misure in grado di limitarne la crescente importanza dei suddetti fondi, soprattutto quando si parla di trasferimento e compravendita dei calciatori.

Intermediari che poi troppo da tramite non fanno: perchè fare ‘affari’ con i fondi di investimento significa avere la sempre più agognata possibilità di muoversi meglio sul mercato, grazie ai cospicui prestiti che gli stessi elargiscono ai club in difficoltà nelle sessioni di trasferimento ufficiali. Salvo poi prendersi una bella fetta della rivalutazione di quel calciatore che, ceduto ad un altro club, ha ottenuto con le performance sul campo.

Un escamotage capace di soddisfare un po’ tutti: le società, che migliorano risultati sportivi, visibilità, importanza nella ripartizione dei diritti tv; e i fondi, che introitano diversi milioni di dollari in quote relative alla valutazione dei cartellini.

La domanda però è sempre la stessa: e se cioè i fondi siano una reale soluzione ai problemi di liquidità nei quali versano molto delle società del calcio europeo, oppure se rappresentino in realtà una minaccia poi non troppo celata al sistema-calcio.

Detrattori e sostenitori in tal senso sono equamente suddivisi ma a Uefa e FIFA i fondi di investimento evidentemente non piacciono. Diversamente, la Liga spagnola, quella portoghese e diversi tornei dell’est europeo, sono ormai sempre più a stretto contatto con fondi noti e capaci di muovere le fila del mercato dei calciatori.

I due organismi hanno sollevato pesanti critiche ad una ‘figura’ che sta ipotecando il destino di club e giocatori. Il quotidiano britannico The Guardian ha lanciato la notizia che la Uefa starebbe pensando ad una norma che impedisse certe logiche finanziarie a livello di tutto il calcio europeo, e non solo in Francia, Inghilterra e Polonia, campionati nei quali i fondi, per ora, non trovano consensi.

E seppur la posizione della FIFA sia meno aggressiva, per la Uefa 1,1 miliardi di euro sono un argomento sufficiente per stimolare la concretizzazione di leggi e contromisure. L’organismo presieduto da Michel Platini infatti non ha troppi dubbi: i fondi sono capaci di minare l’integrità della competizione e di sbilanciarla in favore di quei club che sempre più spesso si lasciano affiancare dagli stessi.

Fabio Colosimo