Proprio ieri, Alessandro Lucci, procuratore di Juan Cuadrado, dichiarava al sito Tmw la situazione del suo assistito, in merito alla possibilità di lasciare la Fiorentina per vestire la maglia del Barcellona:”Il Barcellona e’ rappresentato da persone serie e professionali che nelle nostre conversazioni mai, e sottolineo mai, hanno evidenziato di voler utilizzare strategie per mettere sotto pressione Cuadrado. Con il club catalano, cosi’ come con altri, sono in contatto diretto da tempo. L’interesse c’e’ ma ad oggi non c’e’ nessuna trattativa in essere”.

Lucci poi ha voluto chiarire anche un altro aspetto: ”Con tutta la Fiorentina il mio rapporto personale e professionale e quello di Cuadrado sono di alto profilo. Se dovesse crearsi in un breve futuro una trattativa importante e di primo livello verrà analizzata ed eventualmente condotta in porto con la gratificazione di tutte le parti interessate”.

L’agente dunque ha confermato la possibilità di un addio che, seppur ‘pesante’ per tecnico e tifosi, farebbe tuttavia ‘respirare’ il prossimo bilancio della società toscana. Perché, secondo l’analisi fatta solo pochi giorni fa da Calcio&Finanza, il club dei Della Valle “ha chiuso l’esercizio al 31 dicembre 2013 con un risultato netto positivo per 1,44 milioni di euro, dopo l’utile di 1,16 milioni conseguito nel 2012” ma “nonostante gli sforzi intrapresi dalla dirigenza del club per aumentare i ricavi, la Fiorentina ha chiuso l’esercizio 2013 con un fatturato, al netto delle plusvalenze sulla cessione dei calciatori, di soli 83 milioni”.

E dunque “solo il risultato positivo del player trading (il calciomercato) ha impedito alla Fiorentina di chiudere il bilancio in rosso, perché i ricavi della gestione caratteristica non sono infatti in grado di coprire i costi operativi (circa 88 milioni, di cui 55 milioni per il personale tesserato) e gli ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive dei giocatori (31 milioni), che appaiono comunque inferiori a quelli degli altri top club della Serie A. Senza plusvalenze, dunque, lo squilibrio tra ricavi e costi sarebbe importante, nell’ordine di 30-35 milioni a stagione”.

La cessione del colombiano dunque, per una cifra vicina ai 40 milioni di euro, appare quanto mai auspicabile: una ‘mossa’ che permetterebbe ai Della Valle di non metter mano al portafogli per riequilibrare il rapporto tra costi e ricavi di gestione. Una soluzione, quella dell’intervento della proprietà, del tutto anacronistica ad oggi, anche in relazione ai parametri imposti dal Fair Play Finanziario.

Grosse alternative al ‘player trading’ dunque attualmente non ce ne sono, ecco perché al vaglio dei vertici della società viola c’è la possibilità di costruire uno stadio di proprietà, una sorta di ‘terza via’ che consentirebbe al club un volume di ricavi sicuramente superiore. Un’ipotesi, questa, ancora tutta da concretizzare: è quindi più che possibile che, da qui alla chiusura del mercato, il club concluda la remunerativa cessione di uno dei suoi giocatori di maggior valore ad uno dei top club europei, per ragioni di bilancio.

 

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