Erano 11 le squadre che, al 30 giugno, non avevano presentato la documentazione completa per l’iscrizione (3 di B e 8 di Lega Pro). Il termine è scaduto proprio ieri e Siena e Padova, con un passato solido in Serie A, hanno rinunciato a presentarlo.

Si chiude così l’esperienza professionistica delle due compagini toscana e veneta, che sperano di ripartire dal basso, addirittura dai dilettanti. Il Siena, nello specifico, non ha potuto presentare il ricorso visto che ieri non sono stati sanati stipendi e contributi (circa 7 milioni): inutili gli ultimi tentativi della famiglia Mezzaroma che ha tentato anche la via della cessione del club ad un fondo svizzero.

La società bianconera scompare dopo 110 anni di storia, oberato dai debiti (oltre 70 milioni, 50 dei quali con la Mps).

Brescia e Varese invece, alla fine, sono riuscite a sistemarsi, seppur in extremis (Varese) presentando una documentazione completa.

Per il Padova invece il dietrofront del Presidente Cestaro ha sancito il fallimento del club. Perchè seppur inizialmente disponibile ad anticipare i 2,5 milioni per saldare gli stipendi di marzo e aprile, lo stesso ha poi dichiarato di non poter “fare nulla per cambiare le cose”.

Calcio italiano dunque sempre più in crisi, con la scomparsa di belle realtà calcistiche come erano Siena e Padova, società che pagano a caro prezzo la situazione economica contingente.