Andrea Abodi
Andrea Abodi

Più che un nome, un metodo di lavoro. La Lega Calcio di Serie B “sceglie di non scegliere”, almeno per il momento, il proprio candidato per la poltrona di presidente della Figc in vista dell’Assemblea elettiva del prossimo 11 agosto. A comunicarlo, al termine dell’assemblea ordinaria dei club cadetti (assenti solo Siena e Catania), è stato il numero uno della Lega B Andrea Abodi. “Siamo di fronte ad un’opportunità di cambiare che va colta e non sciupata, perché ciò che è successo in Brasile è molto meno rilevante di una crisi del sistema Calcio che merita una risposta forte. Per questo motivo, da domani, siamo pronti ad ascoltare chiunque abbia un programma da proporre e poi valuteremo senza preclusioni anagrafiche e di origine della candidatura”.

Abodi ha inoltre escluso ogni possibilità di una sua eventuale candidatura alla guida della Federcalcio: “Non esiste una candidatura Abodi, ne’ ora ne’ tra un mese. Se ci saranno altre opzioni le misureremo a tempo debito. Ribadisco che non abbiamo bisogno di rivoluzioni, ma di un presidente federale che abbia una buona squadra. Lavoreremo affinché ci sia convergenza, una candidatura unitaria e non uno scontro. Il rischio di un commissariamento c’è tecnicamente, ma il mondo del Calcio saprà dare una risposta alla crisi”. Abodi non è voluto entrare nelle recenti polemiche, nate dopo la presa di posizione di Barbara Berlusconi e Andrea Agnelli contro la candidatura Tavecchio.

“Rispetto le loro posizioni, ma noi ci mettiamo a lato, non vogliamo farci trascinare in queste polemiche che non fanno bene al nostro mondo. Insieme ad un gruppo ristretto di cinque o sei presidenti ascolteremo le proposte dei vari candidati; Tavecchio mi ha già cercato e sicuramente ci sarà modo di incontrarci. Se ci saranno altre candidature faremo lo stesso”. Per la Lega di Serie B sarà importante anche la posizione che deciderà di prendere anche la Lega di A (“Ci aspettiamo delle indicazioni e ne terremo conto pur non essendo condannati a doverle seguire” ha detto Abodi), anche se dal presidente della serie Cadetta e’ giunta una critica nemmeno troppo velata ai coinquilini di via Rosellini, accusati di essere sordi nei confronti alle richieste di dialogo. “In quattro anni non ci siamo mai incontrati per capire come collaborare e questo non aiuta il nostro calcio a crescere. Spero che in futuro la Figc abbia anche un ruolo più attivo in questo senso”.

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