Una controdiffida nei confronti di Sky per turbativa d’asta e concorrenza sleale con minaccia di danni nei confronti di Sky e Lega Calcio in caso di assegnazione congiunta dei pacchetti A e B: è la mossa di Mediaset, che parla di «interferenza illegittima» da parte di Sky e invita la lega a una «serena e obiettiva valutazione delle offerte ricevute». 

Mediaset ha risposto così all’iniziativa di Sky, che in mattinata aveva a sua volta diffidato la Lega dall’assegnare i diritti tv «fuori dalle regole del bando». Nel testo della contro-diffida, Mediaset ha definito  la diffida di Sky «un evidente tentativo di ‘condizionarè indebitamente le scelte della Lega e delle squadre stesse, a conferma di una condotta diretta ad abusare della posizione dominante» che la tv di Murdoch «detiene nel mercato della pay tv, a danno della concorrenza Rti Spa che ha presentato valide e competitivi offerte». Un tentativo che, a giudizio di Mediaset, «va respinto con fermezza». Di qui la controdiffida a Sky, alla quale Mediaset ha intimato di «cessare la sua interferenza illegittima, astenendosi da ulteriori attività a iniziative dirette a condizionare la selezione in corso da parte della Lega». Cologno Monzese ha invitato inoltre la Lega di A e le squadre di calcio associate «a non tener conto della strumentale diffida intimata da Sky, procedendo alla serena ed obiettiva valutazione delle offerte ricevute in applicazione delle norme imperative vigenti»

Nel dettaglio Mediaset ha sottolineato che sarebbe «Inutile far finta di non capire: assegnare a un unico operatore pay le 248 partite delle otto squadre di Serie A che da sole rappresentano oltre l’86% dei telespettatori tifosi italiani è esattamente quello che la legge, le autorità regolamentari e la stessa Lega Calcio Serie A hanno sempre voluto impedire a difesa dei consumatori e della concorrenza».

 Mediaset «ha presentato le proprie offerte rispettando scrupolosamente le regole e mai ha espresso la richiesta congiunta dei pacchetti A e B. A confondere le carte – ha continua la nota – a impedire che oggi la Lega Serie A potesse assegnare i diritti con serenità è stata la scelta dell’operatore satellitare di offrire non solo per il satellite ma di puntare irregolarmente anche sul pacchetto ‘B’ riservato al digitale terrestre». Sul digitale terrestre «il monopolista satellitare ha un vincolo istituzionale chiarissimo: chi opera in regime di monopolio pay sul satellite e detiene circa il 78% del mercato complessivo della pay tv italiana non può rafforzare ulteriormente la propria posizione dominante». È evidente che, conclude il gruppo, «se grazie a campagne di disinformazione e a intimidazioni dei Club italiani a suon di diffide, un operatore di pay tv dovesse riuscire a stravolgere le regole e ottenere il monopolio delle squadre più allettanti, nessun altro concorrente potrebbe continuare a esercitare l’attività pay in Italia»