giulini“Non nascondo l’emozione per questa nuova avventura entusiasmante, spero di fare bene per il Cagliari e l’intera Sardegna”. Sono le prime parole da presidente del Cagliari di Tommaso Giulini, l’imprenditore milanese di 37 anni che, a capo della Fluorsid, ha acquistato il club sardo da Massimo Cellino. Giulini si è presentato questa mattina alla stampa, in un albergo del capoluogo sardo, insieme con il nuovo direttore sportivo, Francesco Marroccu, che ritorna a Cagliari dopo la breve esperienza in Portogallo, e il capitano Daniele Conti, in Sardegna dal 1999 e che ha appena rinnovato il contratto per un’altra stagione. Dopo aver ribadito che l’allenatore del Cagliari sarà Zdenek Zeman (che ha firmato un contratto di un anno) Giulini ha ripercorso le ultime fasi della trattativa con Cellino. “I primi contatti risalgono al mese di gennaio”, ha spiegato il neo presidente del Cagliari, “lavoro in Sardegna nella Fluorsid dal 2001 ed essendo un appassionato di calcio ho sempre seguito il Cagliari pur essendo tifoso dell’Inter. Non me ne vorrà Moratti, ma prima il Cagliari era la mia seconda squadra, ora lo sarà l’Inter”.

A soli 37 anni Tommaso Giulini è il presidente più giovane della Serie A. Promette entusiasmo, un progetto ambizioso con idee innovative per cercare di riconquistare i tifosi rossoblu, delusi dagli ultimi mesi della gestione Cellino ma soprattutto dalla vicenda dello stadio. “I 22 anni di Cellino sono stati fantastici io mi impegno a fare meglio. Poi vedremo se fra 22 anni sarò riuscito ad ottenere risultati migliori”, ha detto Giulini con un sorriso. “Capisco l’umore dei tifosi di questi ultimi mesi, si sono comportati anche troppo bene per tutto quello che hanno vissuto per lo stadio, da Trieste, a Is Arenas fino al Sant’Elia con soli 5.000 posti. Ma confesso che umanamente ci sono rimasto male vedendo che preferivano altre soluzioni. Io vengo dal mondo dell’industria sardo in cui gli americani sono venuti qui e poi sono andati via lasciando tutto”. Chiaro riferimento alla trattativa per l’acquisto del Cagliari portata avanti da un mai precisato fondo Usa, rappresentato in Italia dall’intermediario Luca Silvestrone. “Cosa ho pensato quando ho visto la stretta di mano tra Cellino e Silvestrone? Alla stessa cosa di quando ho sentito la notizia di Zeman al Bologna“, ha concluso Giulini. 

La prossima settimana inizieranno i lavori per aumentare la capienza del S.Elia, attualmente bloccata a cinque mila posti. Lo ha annunciato il nuovo presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, durante la sua prima uscita ufficialmente in un hotel del capoluogo sardo. “Abbiamo già incontrato l’amministrazione comunale”, ha spiegato Giulini, “che si è detta disponibile, e con il sindaco Zedda credo ci troveremo in sintonia. Noi puntiamo ad ampliare la capienza subito a 12 mila posti, per iniziare il campionato. Poi vedremo se completeremo anche la curva Sud per portare la capienza a 16 mila posti, ma abbiamo già detto al Comune che completeremo tutti i lavori solo se sarà prolungata la concessione attualmente annuale”. Sul futuro dello stadio, se cioè Giulini ha intenzione, come il suo predecessore, di costruirne uno tutto nuovo, il neopatron rossoblu ha spiegato: “Sappiamo che il Comune è disponibile ad un progetto sul futuro dello stadio ma non sappiamo ancora se si vorrà fare una ristrutturazione dell’esistente oppure uno stadio nuovo di zecca sulle ceneri dell’attuale S.Elia. Ho visto l’area intorno allo stadio, so che è soggetta ad una riqualificazione generale importante che già si vede, all’interno di questa poi si dovrà valutare il progetto stadio” ha concluso Giulini.

Un Cagliari Village fuori dallo stadio, e luoghi di aggregazione tutti rossoblu per consentire ai tifosi di seguire le partire magari anche in tv. Sono due punti chiave del rapporto con i tifosi del nuovo Cagliari targato Tommaso Giulini. Lo ha detto Stefano Matalucci, componente del consiglio di amministrazione, illustrando le strategie di comunicazione e commerciali della società. “Puntiamo”, ha detto, “sulla valorizzazione del brand e sul coinvolgimento delle imprese del territorio e delle famiglie. Magari anche al centro sportivo di Assemini”. Per quanto riguarda la comunicazione, Matalucci ha annunciato che ci sarà sempre un filo diretto con l’esterno con informazioni costanti sulla situazione stadio e sulla squadra sfruttando soprattutto il digitale. Previste anche comunicazioni del presidente. “Elaboreremo un progetto”, ha aggiunto Matalucci, “di Cagliari 2.0 in cui inseriremo tutti i nostri impegni”. Strategie commerciali: “Non solo main e match sponsor”, ha concluso, “ma anche piccole e medie imprese. Vogliamo trasferire il nostro entusiasmo al territorio”.

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