Non c’è solo il Qatargate, spunta il Russiagate. Oltre ad una inchiesta sui mondiali di calcio del 2022 attribuiti al Qatar, la Fifa ne ha avviata una sui mondiali del 2018, quello che si svolgerà in Russia. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa in Brasile il presidente ed il segretario generale della Federcalcio belga, Francois De Keersmaecker e Steven Martens, incontrando la stampa che ha seguito i diavoli rossi al Mondiale. Rispondendo ad una domanda su un eventuale ricorso del Belgio, De Keersmaecker ha risposto: «Dobbiamo prima attendere i risultati dell’inchiesta, ma se c’è stata frode, perchè non far causa?», per ottenere danni, e non una eventuale nuova candidatura non essendoci tempo a sufficienza. Belgio e Olanda si erano candidate per ospitare i mondiali nel 2018, ma sono state scartate.

Qatargate

Sul fornte Qatar 2022, Kaiser Franz, ora al centro di un procedimento formale, in via preventiva non potrà svolgere attività collegate al calcio per 90 giorni, in virtù della sanzione comminata su indicazione di Michael Garcia, presidente della camera investigativa del Comitato etico della Fifa. «La presunta infrazione -fa sapere la federcalcio internazionale- è legata alla mancanza di cooperazione di Franz Beckenbauer all’indagine del Comitato etico, nonostante le ripetute richieste». L’ex ct della Germania è stato invitato a rispondere in un’audizione o, in alternativa, con una memoria scritta alle domande inviate in inglese e tedesco. Beckenbauer ha, attraverso la stampa, smentito ogni coinvolgimento negli episodi di presunta corruzione che avrebbero caratterizzato l’iter di assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar. Le dichiarazioni ai media, ovviamente, non sono sufficienti per evitare un procedimento disciplinare che la Fifa ha affidato a Vanessa Allard e che servirà per verificare se la condotta di Beckenbauer, in relazione al caso Qatar, sia stata effettivamente corretta.

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