Il capo del corpo UEFA che indaga su quali club europei che hanno o che stanno violando le regole del fair play finanziario è morto ieri, proprio ora che l’ambizioso programma per ripristinare la disciplina delle finanze dei club di calcio stava cominciando a mordere. Jean-Luc Dehaene, 73 anni, un ex primo ministro belga e, in quanto tale, una figura di spicco della politica europea, è stato a capo della camera di indagine del controllo finanziario della UEFA (CFCB) e la sua morte arriva in una settimana in cui la UEFA sta tentando di sbloccare i negoziati sulle possibili sanzioni relative ai nove club europei rei di aver violato i regolamenti continentali. Il Manchester City e il Paris Saint-Germain,  neo-incoronate campioni nazionali ed entrambe finanziate da investitori del Medio Oriente, sono tra coloro che hanno infranto tali regole come risultato della loro ricerca incessante di diventare membri permanenti del elite benestante del calcio europeo. Tra i molti tributi sono arrivati quelli di José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, che ha dichiarato: “Jean-Luc Dehaene sarà giustamente ricordato come un uomo di unificazione, per il Belgio a suo tempo, come primo ministro per sette anni, e per il suo eccezionale contributo per un Europa forte ed unita. Il suo ruolo di mediatore traspariva in tutta la sua opera. L’intera famiglia europea ha perso un uomo di ispirazione, leadership e impegno. Anche Michel Platini, presidente della UEFA, che lo ha voluto 5 anni fa a capo del gruppo a difesa del FFP ha dichiarato: “Il compito enorme che ci pone di fronte oggi al calcio europeo il fair play finanziario richiede una personalità altrettanto grande per affrontarlo. Sono quindi stato particolarmente felice che per portare avanti questa sfida abbiamo potuto avere una persona con la qualità e la storia del signor Dehaene. E’ stato fondamentale avere questo nuovo ruolo gestito da un uomo della sua capacità e statura”.

Un amore per il Financial Fair Play 

Dehaene stesso disse all’epoca: “La regola del fair play finanziario è finalizzato a garantire la salute, la vitalità duratura dei club. Accettando di presiedere il Panello sul Controllo Finanziario dei Club, spero di essere in grado di contribuire al raggiungimento di questo ambizioso obiettivo, che è vitale per il futuro del calcio europeo”. Ora bisognerà capire come il fair play finanziario è in grado di andare avanti senza il suo timoniere. Certo è che sarà dura per Platini e i suoi colleghi sostituirlo nel lungo termine, anche se si è capito che il lavoro è completo per quanto riguarda le sanzioni iniziali. Rendendo omaggio a Dehaene, che ha iniziato a lavorare con la Uefa quasi cinque anni fa, Platini ha aggiunto: “Dehaene è stato un grande uomo, uno statista e un uomo di convinzione e attraverso il suo amore per il calcio ha accettato di svolgere un ruolo chiave nella creazione del Financial Fair Play, diventando il primo presidente del Pannello di controllo finanziario dei club calcistici per poi diventare investigatore capo del sistema investigativo sul FFP della UEFA, una missione che era vicina al suo cuore e quella per cui è stato pienamente impegnato”.