platini«Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri ma la violenza negli stadi, che si combatte con strutture più moderne». E’ il pensiero espresso dal presidente dell‘Uefa, Michel Platini, che oggi a Torino prima della finale di Europa League ha incontrato i giornalisti con il capo degli arbitri europei, Pierluigi Collina. Più che di violenza negli stadi, però, l’incontro è servito per fare il punto sulla possibile applicazione della tecnologia in campo.

«Non sono contrario a utilizzare la tecnologia per determinare se è gol o no – ha detto Platini -. Ma non ritengo corretto impiegarla per individuare il fuorigioco». Platini ha precisato di aver puntato da subito sulle persone e sull’occhio umano. «Quando sono diventato presidente – ha spiegato – ho immaginato di avere più occhi sul campo per controllare meglio ciò che accade, una persona sola non può occuparsi di tutto».

L’incontro è stato anche occasione per qualche battuta. A coloro che gli chiedevano quanto tempo dovrà passare prima che lui possa premiare la Juve in Europa, il presidente dell’Uefa ha risposto – sorridendo – così: «Può darsi che passi ancora tempo prima che io possa premiare la Juventus. Perchè all’Uefa devo fare qualche mandato in più. L’ho detto ad Andrea (Agnelli, ndr): lui mi vuole all’Uefa, dunque non vuole vincere».

A poche ore da Siviglia-Benfica, il presidente dell’Uefa – prima di dedicarsi completamente alla finale di Europa League – ha presenziato al Comitato Esecutivo Uefa, in cui è stata ribadita la forte condanna a qualsiasi forma di razzismo e discriminazione nel calcio. Poi col designatore arbitrale, Pierluigi Collina, si è soffermato su arbitri e regole. Il sistema dei cinque arbitri, con i due addizionali dietro le porte, piace a Platini e piace a Collina, in Europa sta prendendo piede. «Già 35 federazioni su 54 lo adottano nelle loro competizioni – ha rilevato Collina -. L’addizionale aiuta l’arbitro a vedere se la palla ha superato linea, lo supporta nell’identificare situazioni che succedono in area di rigore, lo aiuta a ridurre errori che possono influire sul corso del match e fa da deterrente verso i giocatori che si sentono più controllati».

Alcune federazioni, vedi Inghilterra, utilizzano i cinque giudici solo nelle gare più importanti. «E molte federazioni non hanno le risorse necessarie per remunerare cinque arbitri. Il processo richiederà molto tempo» ha aggiunto. Collina ha quindi affrontato il tema della cosiddetta ‘tripla sanzionè per il fallo in area che viene sanzionato con calcio di rigore, espulsione e automatico turno di squalifica. Per il Collina «è troppo penalizzante. Propendiamo per il cartellino giallo al posto del rosso. Ma il processo decisionale è ancora in corso, bisogna attendere il prossimo meeting dell’Ifab previsto tra febbraio e marzo 2015».