Commento interessante oggi su Milano Finanza sull’impatto economica della prossima coppa del mondo sull’economia brasiliana. Luciano Mondellini, giornalista sempre attento alle cose sudamericane, ha ripreso una ricerca di Neil Shearing, capo economista sui mercati emergenti di Capital Economics, società specializzata in ricerche macroeconomiche basata a Londra, Toronto e Singapore, che spiega come la Coppa del mondo 2014, che inizierà il 12 giugno in Brasile, non avrà un grande impatto sull’economia della nazione sudamericana nel breve termine, e certamente non riuscirà a risolvere i problemi strutturali che stanno pesando sul Paese.

L’analista inglese, si legge sul quotidiano finanziario che, “con humour tipicamente britannico, si autodenuncia quale tifoso del Fulham (una della squadre meno famose di Londra) e quindi da prendersi con beneficio di inventario quando si parla di calcio, si fa terribilmente serio quando spiega che fondamentalmente sono di due tipi i benefici economici che derivano dall’organizzazione della kermesse iridata. Il primo è rappresentato da un aumento degli investimenti da parte del governo. Il secondo è invece costituito da una maggiore spesa, soprattutto da parte dei turisti che raggiungeranno le città brasiliana” in concomitanza con il torneo

Riguardo al primo tipo di beneficio, Shearing ricorda come il budget iniziale stanziato dal governo per il torneo si aggirava su 23 miliardi di real, 7,4 miliardi di euro circa al cambio odierno. Di questi, un terzo è stato assegnato alla costruzione di nuovi stadi e due terzi sono stati invece destinati a migliorare le infrastrutture e i trasporti. Ciò significa che l’investimento preventivato inizialmente valeva circa l’1% del pil brasiliano su base annua anche se ovviamente la spesa era spalmata su un arco di tempo superiore. In termini relativi, quindi, lo sforzo del governo di Brasilia sarebbe stato superiore al budget di investimento dei Mondiali tedeschi del 2006 (circa lo 0,3% del pil) e in linea con quanto stanziato dal governo sudafricano nel 2010, lo 0,8% del pil, se l’ammontare inizialmente stanziato fosse stato investito per intero.

Tuttavia, continua Milano Finanza, le stime dello stesso governo brasiliano suggeriscono che solo due terzi dell’investimento inizialmente preventivato si sono effettivamente realizzati. Inoltre, le stesse stime suggeriscono che qualsiasi aumento della crescita legato a investimenti per la Coppa del mondo si è ormai già concretizzato. Quindi la conclusione è che non bisogna attendersi un’accelerazione del pil da questo fattore nel periodo della competizione.

Qual è la situazione, invece, dell’altro fattore positivo, quello cioè relativo ai soldi che gli spettatori della Coppa spenderanno durante il torneo? Shearing sostiene che su questa voce peseranno soprattutto le spese dei turisti che arriveranno in Brasile per l’occasione. Ciò che infatti spenderanno i residenti sarà un’anticipazione dei risparmi che gli stessi cittadini brasiliani faranno nei mesi successivi per rientrare dalle spese.

In questo senso va notato che, secondo il governo di Brasilia, circa 600mila turisti raggiungeranno la nazione sudamericana durante la Coppa. Considerando una stima secondo la quale un turista resta dieci giorni in Brasile e spende 500 dollari ogni giorno, ciascuno spenderebbe 5 mila dollari per il soggiorno complessivamente. Il che, su una massa ipotetica di 600mila turisti, corrisponde a un totale di 3 miliardi di dollari.

Questa cifra potrebbe impressionare ma non è molto, considerando che il Brasile è un’economia da 2 mila miliardi di dollari. In questo quadro la spesa dei turisti varrebbe circa tra lo 0,1 e lo 0,2% del pil.

Sommando tutto questo, spiega Shearing, Capital Economics sostiene che l’organizzazione dei Mondiali non apporterà un grande beneficio all’economia brasiliana. Inoltre, spiega sempre il report, le ultime due Coppe del mondo hanno fatto segnare risultati contrastanti sulle economie dei Paesi organizzatori. Se infatti nel 2006 i Mondiali in Germania incentivarono un rally di breve periodo dell’economia tedesca, nel 2010 ci fu un rallentamento dell’economia sudafricana. Soprattutto, però, in entrambi i casi il torneo non ha creato il miglioramento dell’economia nel lungo termine che molti speravano

In sostanza, conclude Shearing, se il Brasile resta il favorito per la vittoria finale sul campo, è invece improbabile che la nazione sudamericana trarrà grosso beneficio economico dalla kermesse iridata