Camp-Nou-BarcellonaLa decisione sarà presa nelle prime settimane del 2014. E potrebbe essere clamorosa. Il Barcellona potrebbe infatti decidere di dire addio al mitico Camp Nou per dotarsi di uno stadio nuovo di zecca, che potrebbe essere costruito sui terreni di proprietà dell’Università di Barcellona lungo l’Avinguda Diagonal, il viale di 11 chilometri che  taglia diagonalmente la città catalana da un estremo all’altro.

E’ quanto ha riferito il portavoce del club, Toni Freixa, al termine della riunione del consiglio di amministrazione presieduto da Sandro Rosell, che ieri ha esaminato le varie ipotesi sul tavolo per dare al Barca un impianto al passo con i tempi e in grado di far crescere ulteriormente i ricavi da stadio, già ora ampiamente superiori a 150 milioni di euro e pari circa ad un terzo del totale dei proventi del club.

In alternativa alla costruzione del nuovo stadio, i consulenti del Barcellona hanno suggerito di procedere ad una radicale ristrutturazione del Camp Nou. L’impianto, aperto nel 1957, ma completato solo nel 1961, grazie ai proventi della cessione di Luisito Suarez all’Inter di Angelo Moratti per 300 milioni di lire dell’epoca, è infatti cambiato relativamente poco rispetto alla sua inaugurazione e, nonostante i parziali ammodernamenti apportati negli ultimi anni, manca ancora di molte delle strutture comuni nella maggior parte stadi contemporanei.

Il portavoce del Barca ha fatto presente che entrambe le opzioni hanno lo stesso obiettivo: la realizzazione di un impianto con una capacità di 105.000 spettatori coperti (attualmente il Camp Nou ne accoglie 99.354, ma la copertura è presente solo sul settore centrale), un nuovo parcheggio da 6.000 posti auto, oltre che un nuovo palazzetto dello sport da 12.000 spettatori.

 «Abbiamo fatto progressi», ha affermato Freixa, «abbiamo tutte le informazioni e siamo in grado di prendere una decisione». La delibera del board non sarà tuttavia sufficiente a far partire i lavori. Il progetto che sarà selezionato dalla dirigenza, che dovrà rispettare determinati requisiti dal punto di vista urbanistico ma soprattutto economici, sarà sottoposto al vaglio dell’assemblea dei soci. Ma sul punto Freixa ha assicurato: «Non potremmo mai presentare un progetto che metta in pericolo la sostenibilità del Club».

Già attorno alla metà degli anni 2000, il club blaugrana aveva elaborato un piano per il rinnovamento del Camp Nou, ma la mancanza di fondi ha impedito la realizzazione. Il progetto affidato all’archistar Norman Foster prevedeva, tra le altre cose, il totale rifacimento della facciata esterna che sarebbe stata completamente ricoperta da pannelli rossi, blu, dorati e bianchi e che di notte sarebbero stati illuminati per creare spettacolari giochi di luce, un po’ come accade già all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. L’intera facciata dello stadio sarebbe dunque apparsa come un mosaico, ispirato allo stile del famoso architetto catalano Antoni Gaudì, con i colori della squadra (blu e granata) e i colori della bandiera catalana (giallo e rosso).