arsenal emiratesArsenal Holdings, la società cui fa capo il controllo dell’Arsenal Football Club e dell’Emirates Stadium di Londra, ha chiuso l’esercizio al 31 maggio con un utile netto di 5,8 milioni di sterline, in flessione rispetto ai circa 29 milioni dell’esercizio precedente.

Nonostante i ricavi dall’attività sportiva siano cresciuti a 242,8 milioni di sterline rispetto ai 236 milioni dello scorso anno e quelli legati all’attività immobiliare siano saliti a 37,5 milioni dai precedenti 7,7 milioni, l’aumento dei costi del personale e una minore contribuzione del player trading ha impattato sull’ultima riga di bilancio.

L’incremento dei ricavi della società londinese è legata prevalentemente ai maggiori proventi da sponsorizzazioni. I ricavi da sponsorship e attività commerciali (si veda tabella) sono infatti passati da 52,5 milioni a 62,4 milioni di sterline, grazie all’impatto del rinnovo del contratto di sponsorizzazione con la compagnia aerea Emirates.

L’accordo, siglato nei primi mesi del 2013, e i cui effetti economici sono quindi stati contabilizzati solo in parte nel bilancio 2012/13 di Arsenal Holdings (il cui esercizio chiude il 31 maggio), ha un valore complessivo di 150 milioni di sterline e riguarda sia la sponsorizzazione delle maglie di gara, estesa fino al 2019, e quella dello stadio (i cosiddetti naming rights), la cui scadenza è stata portata al 2028.

Dal punto di vista commerciale, l’esercizio chiuso al 31 maggio 2013 ha visto la società controllata dal miliardario americano Stanley Kroenke e presieduta da sir Chips Keswick, che ha recentemente preso il posto di Peter Hill-Wood (la cui famiglia ha avuto la presidenza del club ininterrottamente dal 1927), si è data da fare anche fuori dai confini britannici. Nei mesi scorsi è infatti stata siglata una partnership con l’operatore di telefonia mobile indonesiano Telkomsel e la società di scommesse Bodog.

L’aumento dei fan dell’Arsenal oltremanica ha consentito al club di siglare accordi anche in Africa e Asia, come dimostrano le partnership con Imperial Bank in Kenya e Uganda e con Sterling Bank in Nigeria e con India on Track. Rinnovata anche la partnership con la società di scommesse PaddyPower nel Regno Unito, Irlanda e Italia.

I ricavi da stadio (matchdays) sono diminuiti, passando da 95 a 92 milioni di sterline, a causa del numero minore di gare disputate nella stagione 2012/13. Pur arrivando fino agli ottavi di finale della Champions League come nella stagione 2011/12, lo scorso anno l’Arsenal non ha giocato all’Emirates il turno preliminare come nella stagione precedente. Un numero minore di partite è stato disputato anche in Coppa di Lega (Capital One Cup) e nell’estate 2012 non si è giocato il torneo amichevole dell’Emirates Cup per via delle Olimpiadi di Londra.

In leggero aumento, da 84,7 a 86 milioni di sterline, anche i proventi legati ai diritti televisivi, nonostante il peggior piazzamento nella classifica della Premier League 2012/12 (l’Arsenal si è classificato al quarto posto) rispetto all’anno precedente (terzo posto).

Dal punto di vista dei costi, quelli relativi al personale sono aumentati del 7,7% a 154,5 milioni di sterline. Un aumento legato essenzialmente all’incremento del monte ingaggi della prima squadra. In particolare il dato tiene conto di una posta straordinaria negativa per 4,3 milioni di sterline legata alla cessione di alcuni calciatori, avvenuta dopo la chiusura dell’esercizio.

L’incidenza del costo del personale si mantiene comunque ampiamente sotto la soglia dell’80% indicata dall’associazione europea dei club (Eca) quale best practise cui ispirarsi. I Salari pesano infatti il 63% dei ricavi della gestione sportiva (esclusi dunque i proventi della gestione immobiliare).

Nonostante il risultato sia inferiore a quello della stagione 2011/12, il risultato del player trading, che allora aveva beneficiato delle cessioni di Nasri al Manchester City e di Fabregas al Barcellona, facendo segnare un risultato record di 65 milioni, nell’ultimo esercizio il contributo a bilancio del calcio mercato è stato comunque significativo e pari a 47 milioni di sterline, principalmente grazie alla cessione di Van Persie al Manchester United.

Il bilancio di Arsenal Holdings ha beneficiato anche di un risultato di 4,4 milioni dall’attività immobiliare, grazie alla cessione delle residenze costruite sui terreni dove sorgeva il vecchio stadio di Highbury.

Dal punto di vista patrimoniale l’Arsenal si mantiene solido. Il patrimonio netto a fine maggio era infatti positivo per 303 milioni di sterline, in crescita dai 297 milioni del maggio 2012 grazie all’utile netto di fine periodo. Al 31 maggio 2012 l’indebitamento finanziario netto era pari a 93,2 milioni in miglioramento rispetto ai 98,9 milioni di un anno prima.

I conti al 31 maggio 2013 non tengono conto dell’acquisto dal Real Madrid del trequartista tedesco Mesut Ozil, completato dopo la chiusura dell’esercizio. Nel presentare il bilancio, tuttavia, il presidente dell’Arsenal ha sottolineato come tale acquisto sia finanziariamente sostenibile, anche perché, a partire da questa stagione il club londinese benefici era del nuovo contratto di commercializzazione dei diritti sportivi siglato dalla Premier League per le prossime tre stagioni, che farà crescere di circa il 50% questa voce di ricavo nel prossimo bilancio.

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