fratelli moratti
Gianmarco e Massimo Moratti

La Saras dei fratelli Moratti comincia a parlare russo. Il colosso moscovita Rosneft, uno tra i maggiori gruppi petroliferi al mondo (controllato al 69,5% dallo Stato), si avvia a diventare il secondo socio del gruppo di raffinazione sardo al termine di un’operazione che si articola in due fasi ben precise.

La prima, annunciata ieri e che sarà finalizzata martedì 23 aprile, riguarda l’acquisizione del 13,7% di Saras per 178,5 milioni. Rosneft acquisterà la quota direttamente dall’Angelo Moratti Sapa, la cassaforte della famiglia milanese che al termine dell’operazione, resterà comunque il primo socio del gruppo sardo con il 50,02%.

La seconda fase, che scatterà una volta formalizzato l’acquisto del 13,7%, prevede che Rosneft lanci un’opa volontaria sul 7,29% del capitale del gruppo sardo a 1,37 euro per azione. I russi garantiranno quindi ai piccoli azionisti lo stesso prezzo corrisposto ai Moratti, riconoscendo un buon premio agli investitori visto che alla chiusura di venerdì il titolo Saras valeva 0,98 euro.

«Rosneft è il primo produttore di petrolio grezzo a livello mondiale quotato e siamo convinti che sia Rosneft che Saras ne beneficeranno sia nel breve che nel lungo termine», ha commentando soddisfatto Gian Marco Moratti, presidente di Saras. Il gruppo sardo, infatti, cercava da tempo un accordo con un partner internazionale, vista anche la crisi del settore di raffinazione in Europa (nel 2012 Saras ha chiuso il bilancio con un risultato netto negativo di circa 90 milioni di euro).

L’operazione non dovrebbe avere impatti diretti sulle casse dell’Inter, la cui proprietà fa capo direttamente a Massimo Moratti. I 178 milioni incassati dalla vendita del pacchetto di azioni Saras ai russi finiranno infatti nelle casse della società in accomandita di famiglia e non direttamente nella disponibilità dei due fratelli.