Si accende lo scontro tra Coni e FIGC sui votanti per il commissariamento

Il nodo riguarda la partecipazione al voto di Elisabet Spina e Diana Bianchedi, oltre alle modalità della votazione: il Coni spinge per il voto palese, la FIGC per quello segreto.

Scontro Coni FIGC
(Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)

Si avvicina il passaggio decisivo sul possibile commissariamento della FIGC, ma lo scontro tra Federcalcio e Coni si allarga ora anche alle regole con cui dovrà essere presa la decisione. In particolare, il nuovo terreno di confronto riguarda chi avrà diritto di voto nella riunione del Consiglio Nazionale chiamata a pronunciarsi sulla proposta che sarà eventualmente formulata dalla Giunta.

L’appuntamento – come ricorda Il Corriere della Sera – è fissato per martedì 6 ottobre alle ore 13 al Foro Italico. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio porterà prima in Giunta e successivamente in Consiglio Nazionale la questione del commissariamento della Federcalcio, legata al mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza FIGC.

Ma prima ancora di arrivare al voto resta da chiarire la composizione della platea chiamata a esprimersi. Uno dei principali punti di contrasto riguarda Elisabet Spina, allenatrice eletta nel Consiglio Nazionale in quota tecnici: secondo il Coni non potrebbe partecipare al voto, mentre la posizione della FIGC sarebbe opposta.

Un altro nodo riguarda Diana Bianchedi, vicepresidente del Coni che nelle ultime ore ha rassegnato le dimissioni da capo delegazione della Nazionale dopo le dichiarazioni del ministro per lo Sport Andrea Abodi. Anche la sua posizione potrebbe diventare oggetto di discussione nel caso in cui venisse sollevata una questione di incompatibilità per il precedente incarico ricoperto in Federcalcio.

La differenza non è soltanto formale. Secondo lo scenario delineato, i votanti sarebbero 14, numero che salirebbe a 15 con la partecipazione di Spina. In entrambi i casi per approvare la proposta di commissariamento sarebbero necessari almeno otto voti. Sul tavolo ci sarebbe inoltre un ulteriore contrasto sulle modalità della votazione: palese secondo il Coni, segreta secondo la FIGC.

Intanto prosegue anche la battaglia sul piano giuridico. Buonfiglio ha annunciato che ai componenti degli organi del Coni saranno messi a disposizione i pareri di quattro giuristi consultati sul caso, con l’obiettivo di fornire gli elementi necessari per la decisione. La Federcalcio sarebbe pronta a contrapporre cinque ulteriori pareri, orientati invece a sostenere il carattere non essenziale del requisito del tesseramento contestato a Malagò.

Quest’ultimo, nel frattempo, ha incassato dopo il sostegno della Lega Serie A anche la presa di posizione della Lega Pro, contraria al commissariamento. Lo stesso presidente federale potrà intervenire durante la discussione, ma dovrà lasciare la sala al momento del voto.

Qualora la Giunta decidesse di proporre il commissariamento e il Consiglio Nazionale lo approvasse, Malagò decadrebbe dalla presidenza FIGC, con la prospettiva di un ricorso al Collegio di Garanzia. Buonfiglio assumerebbe invece il ruolo di commissario e sarebbe chiamato a indire nuove elezioni entro tre mesi.

Il confronto, dunque, non riguarda più soltanto il merito della vicenda del tesseramento, ma anche composizione e modalità del voto che potrebbe decidere il futuro della Federcalcio. E proprio su questi aspetti si prepara un nuovo braccio di ferro tra Coni e FIGC.