La nomina a capodelegazione della Nazionale di Diana Bianchedi, nonostante le sue dimissioni continua al centro di valutazioni e discussioni. Questa volta è il turno dell’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, che con una nota ha espresso il suo parere nella giornata di oggi.
ANAC ha messo nero su bianco come la nomina di Bianchedi, nonostante ricoprisse il ruolo di vicepresidente del CONI (posizione che conserva tuttora), non rappresentava in nessun modo un conflitto di interessi. «All’esito dell’istruttoria svolta non sono risultate integrate le fattispecie – si legge nella nota di ANAC – inerenti inconferibilità e incompatibilità». Tale decisione è stata comunicata con una nota del presidente ANAC, Giuseppe Busia, inviata al presidente del CONI Luciano Bonfiglio, al presidente della FIGC Giovanni Malagò, e alla stessa Bianchedi.
Nella nota trasmessa dall’ANAC, viene anche spiegato come, in una fase precedente, il fatto che Diana Bianchedi avesse assunto l’incarico di capo delegazione mentre era in corso il rilascio del parere da parte di ANAC «abbia comportato, dal punto di vista tecnico-procedurale interno all’Autorità Nazionale Anticorruzione, il passaggio dalla sede consultiva per parere preventivo a quella di vigilanza sulla legittimità di un incarico conferito».
Con le dimissioni, Bianchedi ora torna a pieno titolo a ricoprire unicamente la carica di vicepresidente CONI e, come sottolineato negli ultimi giorni, prenderà parte alle votazioni per un possibile commissariamento della FIGC relativamente alla questione della candidatura di Malagò. Uno scenario che ha aperto diverse critiche per un presunto conflitto di interessi per una persona che fino a pochi giorni fa faceva parte della stessa Federcalcio. A riguardo ANAC ha sottolineato come «spetterà al CONI valutare l’esistenza di un conflitto di interessi anche potenziale» nell’ambito del voto, previsto per martedì prossimo. Dallo stesso CONI era trapelato come una astensione della stessa Bianchedi fosse ritenuta opportuna.
Proprio si quest’ultimo scenario, oggi il Consiglio dell’Autorità nazionale Anticorruzione ha quindi deliberato oggi che «è rimessa al CONI stesso ogni valutazione riguardante l’eventuale astensione, tenendo conto del quadro normativo, nonché delle disposizioni specificamente previste dall’ordinamento del CONI e, più in generale, dall’ordinamento sportivo, e di tutte le circostanze del caso concreto».
Nella nota del presidente dell’ANAC Giuseppe Busia, inviata al presidente del CONI Luciano Bonfiglio e a Diana Bianchedi, viene spiegato che «in materia di conflitto di interessi l’Autorità Nazionale Anticorruzione non dispone di specifici poteri di intervento o sanzionatori: da ciò deriva che le singole amministrazioni restano sempre competenti a prevenire, vigilare e risolvere gli eventuali conflitti di interessi».
Il CONI, dunque, dovrà fare le sue valutazioni, «tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto», sottolinea l’ANAC, e, in particolare, della «tipologia di incarico che è stato ricoperto da Diana Bianchedi presso la FIGC e dei contenuti dello stesso, nonché della sua durata».