Il Coni stringe su Malagò, in arrivo i pareri dei giuristi: chi sono i quattro esperti

I quattro esperti scelti da Buonfiglio stanno completando le loro valutazioni sul mancato tesseramento del presidente FIGC: i pareri saranno centrali per la decisione della Giunta Coni attesa a inizio ottobre.

Chi sono i giuristi Coni
Giovanni Malagò (Foto: Marco Rosi/Getty Images)

I pareri giuridici dei quattro esperti consultati sono in arrivo e il Coni stringe sul caso Malagò. Il futuro della Federcalcio resta appeso al percorso che deciderà di intraprendere il presidente del Comitato olimpico, Luciano Buonfiglio, al quale in queste ore stanno arrivando le valutazioni richieste sul mancato tesseramento del numero uno federale al momento della candidatura alla presidenza FIGC.

Sono quattro i giuristi scelti dal Coni:

  • Franco Gaetano Scoca
  • Massimo Coccia
  • Luigi Medugno
  • Alberto Angeletti

Si tratta di profili con competenze che spaziano dal diritto amministrativo alla giustizia e alla governance sportiva. Saranno le loro conclusioni a fornire alla Giunta gli elementi giuridici sui quali costruire le successive valutazioni.

Da Scoca a Medugno: chi sono i quattro esperti chiave nel caso Malagò

Franco Gaetano Scoca, 91 anni, è uno dei più autorevoli studiosi italiani di diritto amministrativo. Professore emerito alla Sapienza di Roma, nel corso della carriera accademica ha insegnato anche nelle università di Firenze, Chieti e Perugia e alla Luiss, dove è stato anche preside della Facoltà di Giurisprudenza. Avvocato e autore di numerose opere di riferimento in materia di diritto amministrativo e giustizia amministrativa, rappresenta nel gruppo il profilo maggiormente legato agli aspetti pubblicistici e istituzionali della vicenda.

Ben più direttamente intrecciato al mondo dello sport è invece il percorso di Massimo Coccia, avvocato e professore con una lunga esperienza nel diritto sportivo nazionale e internazionale. Dal 1995 è arbitro del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna (TAS), dove ha partecipato nel corso degli anni a centinaia di procedimenti. Dopo Calciopoli, tra il 2006 e il 2007, fu inoltre vicecommissario straordinario della FIGC, con delega alle riforme normative e alle questioni giuridiche, partecipando alla revisione dello Statuto, dei regolamenti e della governance federale.

Una conoscenza profonda dei meccanismi federali caratterizza anche Luigi Medugno, avvocato e socio fondatore dello studio MEA, attivo in particolare nel diritto amministrativo e sportivo. Il suo rapporto con l’ordinamento calcistico risale a diversi decenni fa: dal 1984 ha fatto parte del Collegio Arbitrale della Lega Nazionale Professionisti della FIGC e dalla stagione 1996 ne ha assunto la presidenza. Nel tempo è diventato uno dei legali di riferimento della Federcalcio nelle questioni che riguardano gli organismi di giustizia e l’ordinamento sportivo.

Il quarto nome è quello di Alberto Angeletti, avvocato con una consolidata esperienza nel contenzioso che riguarda il Coni. Negli ultimi anni il Comitato olimpico gli ha affidato ripetutamente la propria rappresentanza in procedimenti davanti al TAR del Lazio, al Consiglio di Stato e alla Corte di Cassazione, oltre che in controversie originate da decisioni del Collegio di Garanzia dello Sport. Nel 2024 è stato incaricato anche di rappresentare il Coni nell’ambito di giudizi collegati a questioni pregiudiziali davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

La decisione dei giuristi attesa tra il 6 e il 10 ottobre

A questi «giuristi riconosciuti nel mondo dello sport», come li ha definiti Buonfiglio, il Coni si è quindi affidato per valutare le conseguenze delle irregolarità contestate nell’iter elettorale della FIGC e l’eventuale apertura della strada verso un commissariamento della Federazione. La decisione potrebbe arrivare tra il 6 e il 10 ottobre, quando dovrebbe essere convocata una nuova Giunta nazionale chiamata a esaminare la vicenda relativa all’elezione di Giovanni Malagò dello scorso 22 giugno.

A mettere in discussione l’iter è stato il ricorso dell’avvocato Renato Miele, che ha contestato il mancato tesseramento dell’ex presidente del Coni al momento della candidatura. Il ricorso presentato al Collegio di Garanzia chiedeva, tra le altre cose, di dichiarare inammissibile la candidatura di Malagò e di annullarne conseguentemente l’elezione. Dopo i diversi passaggi davanti agli organi di giustizia sportiva, la Procura generale dello Sport ha archiviato il fascicolo relativo direttamente a Malagò, ma ha contemporaneamente rimesso al Coni la valutazione sull’operato della Federazione e sull’eventuale inosservanza dei principi fondamentali degli statuti federali in occasione delle elezioni del 22 giugno.

La questione centrale sarà quindi stabilire se l’assenza di un valido tesseramento rappresentasse una violazione tale da incidere sulla procedura elettorale e da giustificare un intervento del Coni sulla governance federale. La Procura FIGC aveva invece sostenuto che il requisito dell’«essere in regola con il tesseramento» non imponesse necessariamente il possesso materiale di una tessera al momento della candidatura, richiamando anche precedenti relativi ai vertici federali.

Anche Malagò, nel frattempo, si è rivolto a esperti giuridici per raccogliere pareri a sostegno della legittimità della propria candidatura e dell’elezione. Prima dell’appuntamento decisivo di ottobre, intanto, al Foro Italico è in programma la Giunta convocata d’urgenza per il caso della Federazione Italiana Pesistica. Un passaggio che potrà rappresentare anche un primo banco di prova per gli equilibri all’interno dell’organo esecutivo del Coni dopo le dimissioni del presidente Alberto Miglietta e di altri sette consiglieri.

Gli stessi equilibri torneranno inevitabilmente centrali quando sul tavolo arriverà il dossier FIGC. A quel punto la Giunta avrà a disposizione anche i quattro pareri richiesti da Buonfiglio: documenti destinati a chiarire il quadro giuridico entro il quale il Coni dovrà assumere la propria decisione sul caso Malagò.