Il nuovo stadio del Bologna scatena le proteste dei comitati ambientalisti

L’impianto, che dovrebbe sorgere nell’area di BolognaFiere, viene vissuto come un vero e proprio tradimento degli impegni elettorali da parte del sindaco Matteo Lepore.

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Joey Saputo (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

L’intesa annunciata tra BolognaFiere e il Bologna, club di proprietà di Joey Saputo, per la realizzazione del nuovo stadio ha acceso uno scontro politico e sociale in città. Come riporta il Corriere-Bologna, l’accordo tra le due realtà, al momento poco più di una dichiarazione d’intenti priva persino del consueto rendering, è già finito sotto la lente critica dei comitati ambientalisti bolognesi, che parlano apertamente di un tradimento degli impegni presi con l’elettorato.

Nella nota diffusa dall’assemblea dei comitati si legge un attacco diretto all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Matteo Lepore: «L’annuncio dell’intesa tra BolognaFiere e Bologna FC per la costruzione del nuovo stadio è l’ennesimo schiaffo ai cittadini e al Consiglio comunale che li rappresenta».

Critiche all’amministrazione comunale

Il riferimento è alle Linee di mandato 2021-2026 del Comune, che secondo i firmatari della nota indicavano una strada ben diversa da quella oggi intrapresa: la prosecuzione del percorso di restyling del Dall’Ara, capace di garantire «la riqualificazione dell’area antistadio e interventi migliorativi per la mobilità e il verde delle aree circostanti».

Il cuore della polemica riguarda soprattutto la coerenza politica dell’amministrazione. I comitati ricordano come il Comune abbia più volte richiamato gli impegni contenuti nel programma elettorale per giustificare e difendere progetti discussi come il MuBa.

«Oggi scopriamo che gli impegni elettorali non valgono sempre –  si legge ancora nella nota – certamente non valgono per lo stadio. Ancora una volta il Consiglio verrà chiamato a ratificare scelte prese altrove. Ancora una volta l’interesse privato trova sponde politiche progressiste».

Critiche ambientali

Le critiche non si fermano al piano istituzionale e investono anche il merito ambientale dell’operazione. Secondo i comitati il tempismo della vicenda risulta particolarmente stridente, con l’approvazione del Passante di Mezzo che si intreccia alla discussione sul nuovo stadio proprio nel pieno di quella che viene definita «un’estate di drammatica emergenza climatica».

Una coincidenza che per gli ambientalisti dimostra quanto la questione climatica «continui a lasciare indifferenti i nostri amministratori». La nota si chiude con un giudizio netto sulle conseguenze attese dal progetto, evocando «ancora cemento, consumo di suolo e abbattimento di alberi. Progetti che alimentano il traffico e aggravano l’inquinamento atmosferico e acustico».