Paralizzare la FIFA con nuove competizioni private: il piano per forzare le dimissioni di Infantino

Il presidente del massimo organo del calcio è sempre più solo, mentre il fronte dei suoi oppositori si allarga sempre di più.

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Gianni Infantino (Photo by Carl Recine/Getty Images)

Si prospettano settimane sempre più difficili per Gianni Infantino. Il presidente della FIFA, mentre continua a perdere consensi dalle varie federazioni europee, rischia di essere sempre più isolato in quella che nelle idee dei suoi oppositori è l’ultima ratio per spingerlo alle dimissioni prima delle elezioni presidenziali in programma per marzo 2027.

Come riporta The Times, il piano degli oppositori di Infantino è quello di ideare e organizzare delle proprie competizioni internazionali qualora il presidente della FIFA si rifiutasse di lasciare l’incarico di presidente. Fra le fila degli oppositori, oltre alla UEFA, ci sono anche CONCACAF e la AFC, le confederazioni del Nord e Centro America e quella asiatica. I rispettivi vertici avrebbero così ideato una serie di iniziative per forzare la mano a Infantino, che nel frattempo sta provando a raccogliere intorno a sé i suoi fedelissimi fra le confederazioni africana e sudamericana. Ma a questo momento il dirigente svizzero ha ottenuto solamente 15 dichiarazioni di sostegno dalle 211 federazioni affiliate.

A dimostrare l’unità di intenti, le confederazioni hanno già confermato di essere pronte a boicottare ogni singolo torneo FIFA fino a quando Infantino non si dimetterà. Inoltre non si esclude che ci potrebbero essere richieste per una riunione straordinaria del Consiglio FIFA, qualora la maggioranza dei suoi membri fosse convinta a chiedere le dimissioni di Infantino.

Infine, nella lettera della UEFA in cui preannunciava a Infantino e alla FIFA di essere pronta a una battaglia legale per far luce sull’operato del presidente del massimo organo del calcio in merito al suo piano commerciale, poi fallito, si fa riferimento anche al responsabile dello sviluppo del calcio mondiale della FIFA, Arsene Wenger, al segretario generale della FIFA, Mattias Grafstrom, e al direttore delle commissioni indipendenti, Mario Gallavotti. Per tutti loro sono state chieste le dimissioni, per una vera e propria rivoluzione dirigenziale in seno alla FIFA, aprendo così una nuova gestione del calcio a livello mondiale.