Dopo “L’uomo in più” del 2001 (ispirato alla vita di Agostino Di Bartolomei) e “È stata la mano di Dio” del 2021, ora è ufficiale: Paolo Sorrentino tornerà a occuparsi di calcio. Come anticipato da Calcio e Finanza, infatti, il regista napoletano premio Oscar 2014 per “La Grande Bellezza” dirigerà un docufilm sulla vita di Carlo Ancelotti.
L’ufficialità è arrivata direttamente dall’allenatore, oggi commissario tecnico del Brasile, che sul proprio profilo Instagram ha condiviso la notizia rilanciata dalla casa di produzione Tart Productions, che si occuperà del film: “È un onore raccontare la mia storia al fianco del grande Paolo Sorrentino. Ho sempre ammirato i suoi capolavori e la sua dedizione alla narrazione artistica”, ha dichiarato il tecnico a proposito del progetto. Le riprese, come appreso da Calcio e Finanza, inizieranno a partire da giugno, in occasione della sfida tra Brasile e Marocco ai Mondiali 2026 negli USA.
Il film è prodotto da Francesco Melzi d’Eril (produttore di Suspiria, Bones and All e Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, per MDE Films), Chloe McClay, Celia Babini e Buck Andrews per Tart Productions e Gabriele Moratti per MeMo Films. Eric Beard per Where is Football è il produttore esecutivo e la produzione è in associazione con Fremantle e The Apartment. Per Sorrentino è il primo documentario della carriera.
Una iniziativa che potrebbe avere un successo eclatante nel caso in cui coincidesse con la vittoria del Brasile allenato da Ancelotti ai prossimi Mondiali negli USA, che permetterebbe alla Selecao di conquistare la tanto agognata Exa, la sesta vittoria della Coppa del Mondo.
D’altronde Ancelotti è ormai a pieno titolo uno dei tecnici più vincenti a livello di club nella storia del calcio. L’allenatore di Reggiolo (in provincia di Reggio Emilia) è arrivato alla guida della nazionale brasiliana dopo aver vinto i cinque principali campionati d’Europa:
- nel 2003/04 con il Milan in Serie A;
- nel 2009/10 con il Chelsea in Premier League;
- nel 2012/13 con il Paris Saint-Germain in Ligue 1;
- nel 2016/17 con il Bayern Monaco in Bundesliga;
- e nel 2021/22 con il Real Madrid in Spagna.
Non solo, ma cosa ancora più importante, Ancelotti è il tecnico che nella storia europea ha conquistato più volte la Champions League (due volte con il Milan e tre volte con il Real Madrid) e la Supercoppa UEFA (sempre due con i rossoneri e tre con i blancos), oltre a svariati altri titoli a livello nazionale.
Il tutto dopo una carriera ad alto livello anche da calciatore. Cresciuto tra Reggiolo e Parma, l’esordio in Serie A è arrivato nel 1979/80 con la Roma, dove ha disputato otto stagioni prima di passare nel 1987/88 al Milan, con cui ha chiuso la carriera nel 1991/92. Da giocatore, Ancelotti ha conquistato lo scudetto con la Roma nel 1982/83 e altri due campionati con il Milan (1987/88 e 1991/92), oltre a due Coppe dei Campioni (1988/89 e 1989/90 entrambe coi rossoneri, mentre saltò per infortunio quella persa dai giallorossi col Liverpool ai rigori nel 1983/84), due Supercoppe UEFA e due Coppe Intercontinentali (tra 1988 e 1990, tutte col Milan).
In Nazionale ha esordito nel Mundialito 1981 contro l’Olanda: in totale sono state 26 le presenze con la maglia azzurra, partecipando agli Europei 1988 (con l’Italia sconfitta in semifinale dall’Unione Sovietica) e ai Mondiali del 1990 (azzurri terzi dopo il ko in semifinale con l’Argentina e la vittoria nella finalina con l’Inghilterra).