Gli analisti di Equita hanno aggiornato la loro valutazione su Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, tenendo conto del recente calo del titolo Ferrari, che rappresenta quasi il 40% del valore complessivo del gruppo (Net Asset Value, il valore patrimoniale netto).
Il ribasso di Ferrari è dovuto al ridimensionamento delle stime troppo ottimistiche degli analisti dopo la presentazione dei nuovi obiettivi al 2030 durante il Capital Markets Day del 9 ottobre. Nonostante ciò, Ferrari prevede ancora una crescita degli utili per azione (EPS) di qualche punto percentuale all’anno nei prossimi cinque anni.
Nella nota, Equita precisa che i nuovi target comunicati da Ferrari sono in linea con le proprie aspettative e non mettono in discussione un modello di business solido e prevedibile. Tuttavia, gli analisti ritengono che nel breve periodo queste revisioni possano continuare a pesare sull’andamento del titolo in Borsa.
Aggiornando i valori di mercato degli altri investimenti quotati e mantenendo invariate le stime di quelli non quotati (fissate a giugno 2025), Equita calcola per Exor un NAV di circa 152 euro per azione e abbassa il target price del titolo del 7%, a 110 euro per azione, applicando uno sconto del 27,5%.
Gli analisti osservano che l’ampio sconto del titolo Exor rispetto al valore complessivo delle sue partecipazioni (circa il 51% ai prezzi di ieri) potrebbe ridursi grazie a:
- una maggiore rotazione del portafoglio,
- nuove operazioni di diversificazione,
- e ulteriori programmi di buyback (riacquisto di azioni proprie).
Exor, infatti, dispone di oltre 4 miliardi di euro di liquidità, grazie agli incassi da 3 miliardi per la vendita di una quota di Ferrari e 1,4 miliardi derivanti dall’uscita da Iveco. Secondo Equita, è quindi molto probabile che la società avvii nuovi piani di riacquisto, dopo i due da 1 miliardo di euro ciascuno già completati negli ultimi due anni.